Effetto Fed su dollaro e Treasury
(Teleborsa) - Le indicazioni della Federal Reserve, in merito alle strategie di politica monetaria, non hanno mancato di aver effetti sui mercati, a partire dall'azionario, che è crollato, avvantaggiando dollaro e Treasury.
Wall Street, dopo esser rimasta ingessata per tutta la prima parte della giornata, ha reagito molto male alla prospettiva di un ritiro degli stimoli a fine 2013, ventilata dal FOMC. L'Indice Nasdaq ha terminato con perdite superiori all'1%, in linea con la performance del Dow Jones e dello S&P 500.
Il dollaro, invece, si è rafforzato sui mercati valutari, scontando politiche più restrittive nel prossimo futuro, mentre i rendimenti dei Treasury sono schizzati sui massimi di marzo 2012 al 2,33%. Reazioni più che attese, dato quel che è emerso dal meeting del Comitato di politica monetaria, perché era stata proprio la massiccia iniezione di liquidità approntata dalla Fed a tener basso il dollaro ed i rendimenti dei titoli di Stato americani.
In sostanza, Bernanke ha confermato che, se il mercato del lavoro migliorerà come previsto (e ci si attende un crollo del tasso di disoccupazione al 6,5% nel 2014), il piano di quantitative easing 3.0 da 85 miliardi al mese potrebbe venir progressivamente ridotto a partire dalla fine del 2013. Per i tassi di interesse bisognerà aspettare metà 2014.
L'inversione di rotta ora è certa, anche sotto il profilo temporale, ed i mercati non hanno esitato ad incorporare questo nuovo scenario sui prezzi, in ottica di medio periodo. Il dollaro è rimbalzato contro le principali valute, facendo salire il dollar index dello 0,3% a 81,30 punti e scambiando contro yen a 97,81 (+1,6%), mentre l'euro è scivolato a 1,325 USD (-0,3%).
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