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Tronchetti vs Malacalza: la saga continua

Economia
Tronchetti vs Malacalza: la saga continua
(Teleborsa) - Camfin rimane ancora una volta al centro dell'attenzione degli investitori, in un susseguirsi di vicende che sembrano non avere fine.

Dopo che due gironi fa si erano diffuse le indiscrezioni sull'ipotesi di accorciamento della catena di controllo, Marco Tronchetti Provera, aveva invitato Malacalza Investimentad un incontro, ma l'appuntamento previsto per ieri con lo scopo di "definire la completa separazione delle rispettive partecipazioni in GPI," è saltato con un declino dell'invito di Tronchetti Provera da parte della famiglia genovese.

I Malacalza hanno motivato il declino dell'invito dicendo che il progetto di un'OPA su Camfin porta ad uno snaturamento "della nostra attuale partecipazione" nel gruppo.

Non si è fatta attendere la risposta di Marco Tronchetti Provera che prima ha annunciato le dimissioni dal CdA di Gpi, la holding a monte della catena di controllo Camfin-Pirelli. Con Marco Tronchetti Provera, ha lasciato il suo posto nel CdA anche la figlia Ilaria. Le dimissioni spiega MTP "sono conseguenti al rifiuto della proposta formulata dalla Marco Tronchetti Provera Partecipazioni SPA a Malacalza Investimenti e stante il contenzioso legale divenuto ormai permanente", spiega un comunicato.

Ma non è tutto perché in tarda serata è arrivata anche una nuova nota per chiarire le posizioni.

MPT ha spiegato, infatti, che la proposta avanzata ai alla famiglia ligure "corrispondeva ad una richiesta formulata (concretamente per la prima volta) in data 9 e 10 maggio innanzi al Tribunale di Milano nell'udienza relativa al sequestro, dai legali in rappresentanza della Malacalza Investimenti. Il percorso di separazione, dopo le opportune valutazioni da parte MTP, è stato ritenuto coerente con la procedura di valorizzazione", spiega MTP che fa notare come non sia arrivati quindi ad una scissione "veloce".

Alla luce di ciò, "la chiusura tombale di ogni contenzioso esistente tra le parti non è mai stato posto come condizione dell'accordo ma considerato naturale conseguenza della separazione".
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