Borsa: prosegue in rosso con colleghe europee
(Teleborsa) - Piazza Affari si conferma in rosso al giro di boa in sintonia con il resto d'Europa dopo il tonfo di lunedì ed il parziale recupero di ieri. Forti ribassi si registrano anche tra le altre piazze finanziarie di Eurolandia, alla vigilia della decisione della Bce, in materia di tassi di interesse. Scontato ormai un nuovo taglio del costo del denaro, ci si domanda sull'entità della riduzione. Attesa anche la decisione della Banca d'Inghilterra. A pesare sui listini azionari, segnali di debolezza che giungono dai derivati statunitensi, ma anche i dati Pmi servizi della Zona Euro.
Debolezza sul mercato valutario in attesa di una serie di dati macro in arrivo dagli Usa, nel pomeriggio, e del report del Beige Book stasera.
Poco mosso anche il petrolio in vista della diffusione dei dati sulle scorte di greggio del Doe, oggi.
Tra gli gli indici milanesi, il Mibtel mostra una flessione dell'1,28% mentre lo S&PMib cede l'1,53%. Giù anche il Midex che perde l'1,11% e l'AllStars -0,80%.
Tra i titoli guida peggiora Telecom Italia -2,78% oggi a Londra per la presentazione del piano triennale al 2011 appprovato ieri dal Cda. Tra gli altri telefonici, positiva Fastweb +1,39%.
Recupera parzialmente Stm dopo un avvio debole condizionato dalla tedesca Infineon che ha annunciato conti trimstrali in rosso ed un taglio delle stime dei ricavi nel primo trimestre 2009.
Deboli i petroliferi con Eni in calo di oltre 2 punti percentuali, dopo il taglio del tp a 21,5 euro da 22,8 deciso da JP Morgan. Perdite frazionali vengono registrate invece da Tenaris e Saipem.
In retromarcia la Fiat -1,08% insieme alle auto europee.
Misto il lusso con Luxottica in ascesa dell'1,45% mentre Bulgari amplia la discesa al 3% circa.
Tra le banche nel complesso negative tiene il Banco Popolare che ieri ha precisato con una nota, che l'andamento del titolo non rispecchia il valore reale del gruppo, i cui conti mostrano un profilo di liquidità positivo e un'adeguata solidità patrimoniale che non ha subito variazioni dall'ultima trimestrale. Tra gli altri istituti, Intesa Sanpaolo e Unicredit cedono il 3% circa. Al palo MPS.
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