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Venerdì 9 Dicembre 2016, ore 12.42
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Una zattera per noi poveri dannati

La volata per la disputa elettorale è partita, ma l'impressione è che non ci siano ancora seri candidati in grado di tirar giù Monti dallo scranno di Presidente del Consiglio.

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa

La volata per la disputa elettorale è partita, ma l'impressione è che non ci siano ancora seri candidati in grado di tirar giù Monti dallo scranno di Presidente del Consiglio. Troppo il credito internazione riconquistato a furia di rigore e promesse, finalmente mantenute. Invidiabile lo score raggiunto dall'ex rettore della Bocconi nei confronti dei leader Mondiali, che anziché "segare la cima" e far sprofondare nell'oblio un paese intero, hanno permesso il cambio di timone fuori tempo massimo.

Tutti sulla barca, quindi, a perorare la ricandidatura di Monti, per continuare nell'opera di restauro di un paese, che accusa un gap strutturale ancora troppo forte rispetto ai partners europei e che soffoca, con tassi troppo elevati, la sua capacità produttiva. Per il vento che spira, quindi, si allontanerebbe il rischio che, con il ripristino della politica, l'Italia sprofondi nuovamente nelle vecchie e cattive abitudini della spesa pazza e spensierata.

Paradossalmente, però, è proprio la nascita di un partito trasversale favorevole a Monti a celare insidie per l'attuale Presidente del Consiglio e i complicati equilibri che lo stesso riesce a garantire. Il rischio maggiore, per un Monti bis, è che l'essenza stessa di un governo tecnico, divenendo vessillo di una sola parte politica, faccia evaporare all'improvviso quell'evidente connotato plebiscitario che ne sintetizza, ad oggi, l'alto senso di responsabilità verso un Paese che cerca di sollevarsi dal fondo melmoso della crisi economica.

Non è dato sapere cosa abbia da dire di veramente nuovo la galassia della politica italiana, un arcipelago mal collegato alla terra ferma, che scansa le fatiche di proporre e dettare l'agenda sulle scelte dolorose che si dovrebbero compiere per un pieno allineamento alla rotta Europea, oltreché farsi carico di gestire in modo composto e imparziale i rischi, quasi scontati, di un acuirsi dei disagi sociali.

Invadere e intestarsi unilateralmente il condominio di Palazzo Chigi risulterebbe, quindi, pericoloso per chi si "sbraccia" e alza la voce contro il ritorno alla paralisi politica e per non apparire come coloro che poi si aggrappano alla Zattera della Medusa, laddove la vita umana è in bilico tra speranza e disperazione, perché non è dato conoscere il finale della storia che c'è oltre l'orizzonte.

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