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Domenica 25 Settembre 2016, ore 19.36
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La vergogna della sconfitta è il prezzo degli ideali

E' allarmante che la paura di ammettere la sconfitta elettorale pervada i partiti fino al punto di soffocare i propri ideali fondanti.

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa

Ma quale bipolarismo, ma quale contrapposizione esclusiva tra centro destra e centro sinistra. il Movimento 5 stelle di Grillo ha spaccato il sistema partitico e l'ha fatto con una credibilità, conquistata e certificata nel corso degli ultimi mesi, pescando verticalmente l'ossigeno necessario tra l'elettorato giovane, ma anche in modo trasversale tra gli scontenti della vecchia politica.

La prima impressione che si rileva istintivamente è come nessuno, di destra o di sinistra, abbia valutato in pieno la portata del fenomeno Grillo, preoccupandosi invece dell'autoreferenzialità per nascondere una sconfitta netta su tutti i fronti e della quale qualcuno si dovrà prendere la responsabilità politica per non essere stati in grado di dare al paese.

Il Movimento 5 Stelle però, adesso, occupa una bella fetta del Parlamento e del Senato e con questi "pasdaran" della politica che puntano definitivamente a distruggere, come dichiarato dal suo maggior esponente, il modo di fare politica lontano dalla gente, i partiti dovranno fare i conti. E' opportuno quindi che i "perdenti" di queste elezioni, destra come sinistra, la smettano di galleggiare nell'indifferenza e la smettano di ricordare Grillo come il protagonista del "vaffaday".

Oggi Grillo è qualcosa di più. Ha vinto perché ha frequentato le piazze, tutte le piazze, in questo periodo di crisi. E gli altri partiti, le elezioni, le hanno letteralmente perse; la coalizione di centro sinistra ha lasciato sul terreno oltre 3.500.000 di consensi e quella di centro destra, udite udite, oltre 6.000.000, per non parlare della Lega che in termini percentuali è ridotta ai minimi termini.

Gli ideali fondanti di un partito che se trasmessi, abbracciati e coltivati attecchiscono sull’elettorato, sono per vergogna di ammettere la sconfitta, soffocati e repressi, pur di sedersi da qualche parte e continuare a mostrare una bella faccia di bronzo dicendo "abbiamo vinto".

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