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Giovedì 29 Settembre 2016, ore 10.40
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L'inversione dei poli

Non esiste più il concetto di appartenenza ad una parte o a quella politicamente contrapposta; tutto è ormai appiattito sull'esasperato marketing politico.

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa
Si chiama "scouting" e rischia di far saltare il Movimento 5 Stelle di Grillo. E' vero che la compravendita di parlamentari è una vecchia pratica della politica post elettorale dalla quale nessuno può dirsi immune, ma che si arrivasse ad un accerchiamento così feroce al movimento grillino non era minimamente pensabile. Per aver respinto qualsiasi idea di alleanze il vecchio sistema si è ripreso il palazzo e fatto fuori "l'intruso".

Esponenti del PD, su comando di organi superiori stanno tentando di "scilipotare" un nutrito numero di nuovi parlamentari a 5 Stelle, come fossero dei pontieri. Insomma, la vita dei parlamentari del M5S è in subbuglio e si delinea una durissima estate, verosimilmente fatta di fughe, espulsioni dal Movimento e lotte intestine di tipo medievale, tant'è la carica passionale degli adepti grillini.

Il risultato delle politiche di Febbraio sembra ormai un ricordo, mentre il presente è fatto di cocenti sconfitte e di una fuga senza fine dell'elettorato. Una situazione di estrema volatilità del consenso, che ribadisce ancora una volta quanto la politica sia più che mai scollata dalla realtà e sia arrivata fuori tempo massimo sulla situazione economica e sociale del paese. Anche l'ultimo barlume di speranza, riposta in un movimento innovatore, per quanto approssimativo e male organizzato politicamente, è venuto meno, preconizzando la fine della politica basata sui partiti.

Non esiste più il concetto di appartenenza ad una parte o a quella politicamente contrapposta; tutto è ormai appiattito sull'esasperato marketing politico e concetti all'apparenza eterni, come lavoro, impresa e benessere sociale, totalmente svuotati della propria essenza ideologica.

Tutto questo ha un prezzo da pagare, che si idealizza con il rischio di non riuscire più ad arginare uno scontento tracimante, prospettando scenari pericolosi; ciò non vuol dire sommosse o movimenti reazionari al sistema, ma anche una concentrazione della democrazia in centri di potere esterni che poco avrebbero a che fare con la gente. Del resto il presidente della BCE, Draghi, ebbe a dire in un'occasione che "l'Europa ha il pilota automatico", come per dire che la politica, quella canonicamente intesa, è ormai superflua e il parere degli elettori può anche andare nel bidone della spazzatura.

Meglio sarebbe, forse, che i partiti, o quel che resta di loro, raccogliessero i cocci e si ponessero in ascolto, cercando di collaborare con le idee sapienti che ancora salgono dalla società. Una sana e costruttiva inversione dei poli; la politica come elemento di raccordo, non manifesto di un’idea del presente, ma un’icona proiettata nel futuro... e che nessuno si senta offeso.
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