Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Venerdì 30 Settembre 2016, ore 19.04
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Lo spread cala ed il bluff raddoppia

Altra camomilla in vista delle elezioni europee. E' da un anno che i mercati chiedono tassi sempre più elevati per finanziare la Germania

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
1 2 »
Altra camomilla in vista delle elezioni europee. E' da un anno che i mercati chiedono tassi sempre più elevati per finanziare la Germania, scoprendo il grande bluff tedesco: una crisi politica europea, montata ad arte, per finanziarsi a tassi reali negativi. Parte così il nuovo bluff: lo spread cala, ma non si riduce il costo del credito.

Auguroni ancora di buon anno! Il messaggio del Governo a fine d'anno è stato di un trionfalismo trattenuto: dire, ma senza spiegare. Approfondire è sempre rischioso. Lo spread cala: la politica del rigore viene premiata. Ma non sono i tassi di interesse italiani a scendere, bensì quelli tedeschi a salire. Rimangono ancora più bassi di quelli americani, ed è quasi un paradosso, visto che negli USA c'è la Fed che ne compra all'ingrosso, dai primary dealers, al ritmo di 40 miliardi di dollari al mese.

Quando sarà arrivato il tempo per aprire gli occhi, sarà chiaro finalmente che la crisi della Grecia, l'attacco a Cipro, le bordate sull'Italia hanno avuto e continuano ad avere un unico obiettivo: creare il panico, costringere i risparmiatori a trasferire tutti i loro fondi in Germania per paura del default.

L'immensa liquidità così trasferita dai Paesi PIIGS alle banche tedesche ha avuto due conseguenze fondamentali: rifornire di liquidità a costo irrisorio il sistema bancario tedesco, colpito profondamente dalla crisi finanziaria americana; consentire allo Stato tedesco ed alle aziende che operano in Germania di finanziarsi a tasso reale negativo, per compensare l'aumento del debito pubblico servito per sovvenzionare le banche in crisi e per ridurre i costi di produzione.

Va inoltre considerato un secondo aspetto: la Germania ha enormi investimenti di portafoglio all'estero, ed ha avuto bisogno di tempo per ritirarli. Erano asset da vendere, per coprire le perdite causate dall'acquisto di titoli americani, divenuti tossici con la crisi di Wall Street. Il rimpatrio dei fondi tedeschi investiti all'estero si è aggiunto alla liquidità che dall'estero è stata trasferita in Germania.
1 2 »
Altri Editoriali
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.