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Martedì 27 Settembre 2016, ore 12.38
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Il Senato eventuale e la deriva minoritaria

Al PD l'Italicum non basta. Sa che non avrà mai la maggioranza politica al Senato, e così ne chiede la abolizione.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
Al PD l'Italicum non basta. Sa che non avrà mai la maggioranza poltica al Senato, e così ne chiede la abolizione. Vuole trasformarlo in una istituzione eventuale, inutile. In un quadro tripolare, con le alleanze a sinistra che non bastano ed un centro inconsistente, ritorna la deriva minoritaria.

Non solo il PD è consapevole che non avrà mai la maggioranza degli elettori a livello nazionale, ma soprattutto che ancor meno riuscirà ad averla nella gran parte delle Regioni. Per il PD il 51% dei voti elettorali non è neppure un sogno.

Avere la maggioranza politica sia in Lombardia sia in Sicilia, le Regioni più popolose che portano un gran numero di senatori e beneficiano di un “premio di maggioranza” altrettanto elevato, è stato il capolavoro politico di Berlusconi, il federatore per eccellenza di Lega ed AN. Un risultato che il PD non avrà mai la capacità di eguagliare: le sue alleanze al centro sono inconsistenti, quelle a sinistra evanescenti.

Abolire il Senato, trasformarlo in una istituzione meramente eventuale nel panorama politico e quindi perfettamente inutile, per la sinistra è l'unica condizione per poter sperare di governare pur essendo minoranza. Sono condizioni indispensabili che il Senato non venga eletto dai cittadini, che non voti la fiducia al Governo, che non approvi la legge di bilancio, che non possa fermare le decisioni della Camera dei Deputati.

Non ha dunque la minima importanza stabilire come verranno nominati i componenti del Senato delle Autonomia, e quali saranno le funzioni. Tra l'altro ci sarà un numero cospicuo di componenti, più di venti, nominati dal Presidente della Repubblica. La necessità è evidente: occorre bilanciare ogni possibile maggioranza bislacca possa uscire da un meccanismo di nomine di cui nessuno ha capito il funzionamento.

Il PD deve togliersi l'angoscia che Prodi, Monti e Letta hanno provato per anni, dovendo sperare nella buona salute dei Senatori a vita. Con un gioco di prestigio lessicale, si parla ancora di un “premio di maggioranza” elettorale quando in realtà viene aggiudicato comunque alla coalizione che ha raccolto i maggiori consensi, anche se non si raggiunge la maggioranza dei voti espressi dagli elettori. E' dunque un premio alla minoranza più forte, confermato dall'Italicum. Le differenze con il Porcellum sono insignificanti.

Le larghe intese che hanno sostenuto dapprima il Governo Monti e poi quello Letta non hanno fatto altro che far crescere in modo esponenziale la protesta contro le tasse ed il sistema politico che in questi anni ha fatto fare sacrifici a tutti ma non a sé stesso. Di questa insofferenza ha beneficiato il Movimento 5 Stelle, che ha coerentemente rifiutato ogni alleanza parlamentare, rendendo impossibile la strada a Bersani.

Il Premier Renzi sta cercando di spiazzare Grillo, dal punto di vista della presenza mediatica e della strategia del messaggio. Usa slogan efficaci: 10 miliardi di euro da restituire a 10 milioni di lavoratori; 80 euro in busta paga da maggio; tagliati 3 mila posti di consigliere provinciale: 3 mila politici tornano finalmente al loro precedente lavoro; abolire il Senato eletto dai cittadini, perché è un inutile doppione della Camera dei deputati, un inutile e costoso intralcio.

Si dice che occorre mettere uno sbarramento per evitare che la rappresentanza in Parlamento delle piccole formazioni politiche porti a contrattazioni interminabili; si dice che è necessario assicurare la governabilità attribuendo un “premio alla minoranza” che ha raccolto più voti.

Nessuno dice che il vero pericolo è quello di lasciare senza rappresentanza parlamentare gran parte dei cittadini: anche la protesta, seppure minoritaria, potrebbe farsi maggioranza assoluta.

Mentre finisce l'epoca della democrazia rappresentativa, la palude, inizia quella della democrazia governante, il torrente in piena che travolge ogni resistenza.

Come al tempo delle avanguardie del leninismo e del fascismo, spetterebbe ai pochi consapevoli di ciò che è bene e ciò che è male per il popolo di guidarlo nei meandri oscuri della Storia.

E' la ricorrente illusione degli apprendisti stregoni, ancora una volta la deriva minoritaria.
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