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Domenica 4 Dicembre 2016, ore 15.21
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Incubo tedesco: in pensione a 76 anni

Un modello economico schizofrenico sta decimando la Germania: di qui a fine secolo, costerà 26 milioni di morti. Nel 2100, i tedeschi saranno appena 57 milioni, rispetto agli 83 milioni del 2010.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
Un modello economico schizofrenico sta decimando la Germania: di qui a fine secolo, costerà 26 milioni di morti. Nel 2100, i tedeschi saranno appena 57 milioni, rispetto agli 83 milioni del 2010

Altro che pensione a 67 anni, l'incubo per i tedeschi è di dover lavorare fino all'età di 76, praticamente fino alla morte. Il problema vero non è l'allungamento della vita, ma la piramide demografica che ha una base sempre più esigua. Un modello sociale che nega il futuro, tra chi lavora ossessivamente in fabbrica e chi vive di precarietà con i minijob.

Nel 2010, in Germania la classe più numerosa era quella compresa tra i 45 ed i 49 anni, con un 8,7% della popolazione, che in totale arrivava ad 83 milioni di cittadini. La fisionomia della piramide demografica tedesca era già alquanto buffa, fatta a rombo: larga in mezzo ed appuntita sia in alto, dove si trova la popolazione ultracentenaria, sia in basso, dove ci sono i neonati. Un futuro a rischio, dunque.

Ed infatti, nel 2100, la classe di età più numerosa, con il 6,1%, sarà appunto quella compresa tra i 75 ed i 79 anni. Figli pochi, progressivamente sempre di meno, con una base che si restringe sempre di più. Ed in totale i tedeschi saranno appena 57 milioni: solo un milione in più degli italiani. In Germania 26 milioni di morti non saranno rimpiazzati da altrettante nascite: una ecatombe mai vista.

Nel 1950, a cinque anni dalla fine della guerra, la classe di età compresa tra 10 e 15 anni arrivava addirittura al 9,6% della popolazione, mentre quella compresa tra i 20 ed i 34 anni era stata decimata, visto che arrivava appena al 4,9% del totale. Sono i fligli del dopoguerra che hanno fatto ricca la Germania, condannati però a lavorare a vita. Dopo di loro, non ci sono eredi.

Una Germania che si svuota, anno dopo anno, al ritmo di 306 mila cittadini tedeschi in meno all'anno. Da rimpiazzare con immigrati, almeno 400 mila, secondo le stime diffuse qualche giorno fa dalla stampa tedesca.

La ricchezza tedesca, questa guerra combattuta finora vittoriosamente in fabbrica, tra la produttività che deve crescere di continuo e la flessibilità che non lascia tregua, è fatta di sabbia.

Si sgretola già, giorno dopo giorno, con il venir meno del senso del futuro.

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