Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Domenica 11 Dicembre 2016, ore 11.02
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Vecchi Mandarini & Zucche vuote

La rottamazione in corso dell’intera classe dirigente fa spazio ai tanti affamati di potere. Ma bisogna essere giovani, sconosciuti e soprattutto senza esperienza.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
La rottamazione in corso dell'intera classe dirigente fa spazio ai tanti affamati di potere. Ma bisogna essere giovani, sconosciuti e soprattutto senza esperienza

Chi cerca assonanze fiorentine a proposito del Premier Matteo Renzi, evocando in lui sottigliezze degne del Machiavelli oppure l'abilità politica di Cosimo de' Medici, torni un po' più indietro. E' alla storia romana che occorre guardare, alla teoria dell'Homo Novus: colui che, per primo della sua stirpe, riusciva ad entrare nel Senato forzando la oligarchia basata sulla cooptazione. Tutta la storia politica di Roma antica è punteggiata da conflitti durissimi, da lotte sanguinose per il potere.

Anche adesso, in questi giorni, le proposte di modifica alla Costituzione volte ad amputare il Senato delle sue funzioni legislative, di organo eletto direttamente dal popolo che conferisce e revoca la fiducia al Governo, ha un valore simbolico, eversivo dell'ordine esistente. Occorre per un verso delegittimare l'ordinamento vigente e per l'altro una palingenesi della classe dirigente: rottamare quella attuale, per crearne una nuova di zecca.

Paradosso tra i paradossi, in un mondo in cui si chiedono curricula a tutto spiano, lauree e master, se non addirittura una candidatura al Premio Nobel, anche per fare il dogsitter, nel mondo del potere si fa tabula rasa di ogni esperienza professionale. I settantenni sono esclusi per definizione: sono vecchi e bacucchi, talora bavosi; i sessantenni che erano pazientemente in fila, aspettando il loro turno, sono considerati i falliti del tempo che fu. Dei cinquantenni ci si fida ancor meno: sono cresciuti culturalmente e professionalmente nel sistema di potere che va rottamato.

Già, c'è un problema di elités da sostituire rapidamente, accorciando i tempi di permanenza in servizio in tutto l'apparato pubblico: dai dirigenti ministeriali agli alti gradi delle Forze armate, dai Magistrati ai Capi azienda nelle Partecipazioni statali. Servono facce nuove, e soprattutto giovani: avere alle spalle lunghi anni di esperienza equivale a dichiararsi spontaneamente colpevole di connivenza con il vecchio regime.

Mentre la riforma delle pensioni voluta dal Governo Monti ha elevato l'età per andare in pensione, costringendo le aziende a sorbirsi ancora per tanti anni gli anziani lavoratori di cui si sarebbero ben volentieri private, ora la strategia è opposta: prima si lascia il posto e meglio è. Serve per nuove nomine.

L'homo novus, Matteo Renzi, ha bisogni di circondarsi di altri homines novi. Basta dunque con i vecchi Mandarini del potere, infidi e sediziosi per definizione. Servono Zucche nuove, non importa se sono completamente vuote. Basterà la bacchetta magica del potere a trasformarle in svolazzanti Carrozze.
Bibbidi, Bobbidi, Bu.
Altri Editoriali
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.