Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 11.01
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Mercatismo & Jihadismo: opposti speculari

Ad Occidente ed in Medioriente gli Stati collassano.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
Ad Occidente ed in Medioriente gli Stati collassano: la giustizia assoluta, atea o religiosa, torna a fondarsi sul sacrificio.

In Occidente collassano gli Stati, mentre prospera il Mercatismo: tutto è scambio, tutto è rischio, nessun valore è mai assoluto e permanente. Le leggi si piegano alle esigenze dell'economia. Niente vale per sé, ma solo se è commerciabile: il lavoro, l'arte, l'ingegno, la prudenza ed il rischio. I rapporti umani non sfuggono a tanto: anche l'amore che fu ha un prezzo, con il divorzio. L'umanità, in sé, non serve se non a riprodurre il capitale, il potere assoluto che domina il mondo e che si sposta senza frontiere: premia e punisce, con rigore assoluto. Siamo finalmente tutti uguali.

In Medioriente collassano gli Stati, mentre prospera la Jihad islamica. Tutto soggiace al suo impeto: assoluto, assorbente, totalizzante. E' la giustizia agognata contro le vessazioni, le privazioni, le umiliazioni. E' l'annullamento di ogni altro desiderio, personale e venale: ogni dolore è sopportabile, ogni violenza giustificata, ogni sacrificio è sacro.

Gli uomini, nell'Occidente come in Medioriente, hanno ritrovato i riti sacrificali collettivi del paganesimo precristiano: è il proprio sangue che va versato per assicurarsi la benevolenza del destino, non bastando l'offerta votiva dei simulacri. Gli uomini non rappresentano più, ciascuno, un inviolabile tabernacolo del sacro, per la vita eterna che li anima, creature di Dio.

Gli Stati moderni assicurano da secoli il tentativo di assicurare una giustizia terrena, per quanto debole, stabiliscono con le leggi un metro accettabile e continuamente mutevole di difesa dei diritti, lasciando alle religioni ed ai riti il rimedio ultramontano. La legittimazione aristocratica o democratica dei governi non fa differenza: sono comunque gli uomini che hanno il compito di fissare le leggi e di farle rispettare.

Nella dissoluzione degli Stati, il Mercatismo e la Jihad sono ormai fenomeni speculari: desiderio di giustizia, implacabile ed assoluta, che ammalia chi non tollera le ingiustizie del mondo, né l'umana colpevole imperfezione, tanto meno la propria.

Annullare gli Stati non esalta il valore degli individui, né li rende più liberi. Li lascia invece a combattere, ciascuno da solo, contro le ingiustizie: una solitudine infinita, un deserto di fiducia in sé e nel prossimo, in cui inutilmente ci si immola. Disperati e senza giustizia.


Vedi anche:
Iraq, anche italiani tra i convertiti alla Jihad

Altri Editoriali
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.