Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Domenica 4 Dicembre 2016, ore 03.00
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

2016: "DEFfati" dalle tasse

La pressione fiscale marginale arriverà al 67,3% del PIL

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
Ecco i numeri del Def, Documento di Economia e Finanza, appena approvato.

Nel 2016, il PIL nominale dovrebbe crescere di 49 miliardi, passando dai 1.639 di quest’anno a 1.688 miliardi. Le entrate pubbliche, secondo il quadro tendenziale, aumenteranno invece di 33 miliardi, passando da 786 a 819 miliardi.
Su ogni 100 euro di nuovo reddito che sarà prodotto nel 2016, lo Stato se ne prenderà quindi ben 67,3: questa è la pressione fiscale marginale.

Un aumento di entrate di 33 miliardi, quale è previsto nel 2016 rispetto al 2015, sarebbe un altro super record dopo i +9 miliardi che lo Stato conta di incassare quest’anno rispetto al 2014. Si arriva nel 2015 a 786 miliardi di entrate totali rispetto a 777 miliardi del 2014.

Insomma, quando si dice che non ci sono “nuove” tasse, sarà pure vero. Ma qualcuno dovrà pure spiegare come è possibile che le entrate del 2016 aumentino rispetto al 2015 di ben 2 punti percentuali del PIL: fatevi il conto (33/1.616X100=2,04%).

Andiamo avanti: nel 2017, il PIL dovrebbe crescere ancora, di altri 50 miliardi di euro in più rispetto al 2016. Ma le entrate aumenteranno di 22 miliardi, solo del 44%. Finalmente si respira? Neppure per idea. Perché c’è un piccolo trucco: mentre le uscite del 2016 aumenteranno di 15 miliardi rispetto al 2015, le uscite del 2017 aumenteranno solo di 2 miliardi rispetto a quelle del 2016. In pratica, nel 2017 ci sarà una grande frenata della spesa rispetto all’andamento del 2016. Tutte le maggiori entrate del 2017 andranno a riduzione del disavanzo, che infatti cadrebbe al -0,2% del PIL.

Insomma, il 2016 potrebbe essere un anno elettorale: 33 miliardi di maggiori entrate finanzieranno 15 miliardi di maggiori spese, mentre a Bruxelles daremo il contentino di migliorare il disavanzo di un punto di PIL, praticamente 16-17 miliardi, che infatti si ridurrà dal 2,5% di quest’anno all’1,4% del 2016.

Non bisogna dimenticarsi dello zuccherino, il tesoretto dello 0,1% del PIL, da spendere per far contento qualcuno prima della campagna elettorale.

I conti del 2016 sono semplici: due colpi di PIL al cerchio delle tasse ed uno ad allargare la botte della spesa.

Altri Editoriali
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.