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Martedì 6 Dicembre 2016, ore 07.00
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Il ballo del Qe-Qe

Economia ed inflazione sempre ferme in Europa, per colpa di BCE ed UE

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

L'acquisto di titoli pubblici da parte della BCE, che fornisce in cambio 60 miliardi di liquidità mensile aggiuntiva alle banche, non ha smosso affatto l'andamento dell'inflazione.

Il fatto è che i fatturati delle imprese non crescono velocemente, neppure solo in termini monetari, ed anzi tendono ancora a contrarsi per via del protrarsi degli effetti delle manovre fiscali impostate dai governi europei negli scorsi anni, seguendo gli obblighi previsti nel Fiscal Compact.

La domanda per i consumi delle famiglie ristagna, ma soprattutto non riprendono gli acquisti per beni durevoli, le spese per investimenti immobiliari e le ristrutturazioni edilizie. I nuovi mutui che vengono erogati sono in realtà surroghe alle erogazioni precedenti. A settembre, l'aumento acquisito dell'inflazione in Italia per il 2015 è ancora del +0,1%: praticamente nulla.

Le banche si trovano a loro volta in difficoltà, perché hanno i bilanci gravati di sofferenze, incagli e crediti ristrutturati. C'è un ulteriore motivo per cui tendono a tenere ferma la liquidità che hanno ottenuto dalla BCE cedendole titoli di Stato che avevano in portafoglio: mentre questi ultimi non "impegnano" capitale, essendo considerati a rischio zero, i prestiti ai privati richiedono una adeguata copertura per il rischio. Ma le banche hanno il loro capitale già tutto impegnato a fronte delle erogazioni già effettuate. Per aumentare il credito, dovrebbero effettuare aumenti di capitale oppure emettere obbligazioni convertibili in azioni, al fine di coprire le eventuali perdite.

Insomma, per un verso la BCE immette liquidità nei bilanci bancari acquisendo i titoli pubblici che avevano in portafoglio, ma per l'altro ne strozza l'erogazione richiedendo alle banche requisiti di capitale sempre più stringenti.

E' quindi del tutto inutile ripetere ad ogni occasione pubblica che la BCE è pronta, "se necessario", ad allungare i termini previsti per la conclusione del Qe, ovvero a modificare la composizione degli acquisti di titoli pubblici.

La BCE avrebbe dovuto aiutare tempestivamente il sistema bancario a sgravarsi dei prestiti incagliati e delle sofferenze, come ha fatto la Fed americana che ha comprato per anni i titoli cartolarizzati dei mutui subprime togliendoli dal mercato. Ed invece la BCE compra dalle banche europee solo titoli di ottima qualità.

Dopo aver imposto il Fiscal Compact, che ha strangolato le economie con aumenti vertiginosi delle tasse, l'Unione europea ha deciso che dal 1° gennaio 2016, le perdite delle banche dovranno essere pagate dagli azionisti, dagli obbligazionisti e dai depositanti, con la procedura di “bail in”: si oppone così a qualsiasi aiuto di Stato a favore delle banche.

Mentre l'economia europea è ferma, trascinando con sé nella deflazione gran parte dell'economia mondiale, la BCE e la Unione europea continuano a ballare, avvinghiate, il ballo del Qe-Qe.

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Commenti
Giuseppe
offline

condivido pienamente l'articolo, aggiungo che l'unico modo affinchè possano partire i consumi è attraverso un massiccio taglio delle pressione fiscale sulle famiglie, che non deve essere fatta a deficit, così come sta facendo il Governo italiano, ma attraverso un vero taglio di spesa parassitaria. Pensare che possano partire i consumi solo perchè i tassi sono bassi, corrisponde a dire che le famiglie dovrebbero fare debiti per spendere. 

scritto il 21 ottobre 2015 alle ore 16.24 · rispondi
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