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Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 10.58
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Stracci bancari

8,5 miliardi di crediti deteriorati per quattro banche locali...

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

C'è chi si accontenta del gossip, di bere il solito intruglio scandalistico secondo cui il default delle quattro banche locali che ha mandato sul lastrico decine di migliaia di risparmiatori sarebbe stato determinato da oscuri affaristi locali, da prestiti improvvidamente erogati agli amici degli amici, da una serie di imbrogli coperti dalla consueta, indicibile, solidarietà massonica.

Finalmente abbiamo i nomi degli untorelli, coloro che hanno diffuso la peste. Maledetti, ora servono i monatti, i risanatori, incaricati di portare via i cadaveri e soprattutto gli appestati.

Beati coloro che si accontentano di veder volare gli stracci bancari, perché crederanno a tutto, anche agli asini che volano.

Fatevi due soldi di conto, cari lettori: ma è mai credibile, secondo voi, che ben 8,5 miliardi di euro di crediti deteriorati, costì rinvenuti nei bilanci di quattro banchette locali, una somma pari a mezzo punto del PIL italiano, siano davvero il frutto dei maneggi di alcuni mezzi delinquenti che avrebbero fatto da amministratori, e che si tratti di un buco provocato da pochi venerabili, quanto a dir poco farlocchi, debitori?

Che ci sia del marcio, non v'è dubbio.

Ma è assai strano che tutto sia marcito così, improvvisamente. Basta leggere le statistiche per verificare che, prima della crisi, le sofferenze bancarie non arrivavano che al 2% degli affidamenti. Ed è quindi assai difficile credere che, solo da quattro anni a questa parte, i Consigli di amministrazione delle banche italiane e la dirigenza bancaria siano diventati un comune ritrovo di faine. Pronte a far strage di galline, i risparmiatori.

Se quattro banche locali, e neppure le più grosse, hanno accumulato ben 8,5 miliardi di sofferenze, non è l'eccezione ma la regola. I miliardi di sofferenze delle banche italiane sono oltre 200 miliardi di euro: colpa della crisi.

Non è possibile che così tanti debitori prima fossero dei santi, e che solo ora sono diventati dei manigoldi; così come non è possibile che gli amministratori prima fossero tutti saggi e prudenti e solo ora sono degli scialacquatori del risparmio altrui.

Abbiamo fatto finta per anni che la crisi economica che riguardasse solo le imprese che falliscono, i disoccupati che aumentano, i liberi professionisti senza più clienti, gli studenti bamboccioni.

I governi hanno massacrato l'economia di tasse, restituendo con gli interessi gli sganassoni che prendevano dai mercati e dalla Unione europea perché non erano abbastanza severi, perché i salassi fiscali non erano mai sufficienti.

Dopo aver spezzato le gambe all'economia, ora si chiedono perché mai non corra.

Si doveva fare una bad bank, per sgravare tutte le scorie accumulate con la crisi, e non si è fatto niente. Sono stati accelerati i fallimenti e le aste per svendere le case di chi salta appena una rata di mutuo, dopo aver pagato regolarmente per anni ed anni. Ci vuole una giustizia celere, ci vuole il rispetto rigoroso delle regole: il mercato lo esige.

Si doveva rilanciare l'edilizia, ed invece abbiamo messo le patrimoniali sugli immobili.

Si dovevano aumentare i consumi ed invece è stata aumentata l'IVA.

L'acqua della crisi sale, ancora.

Sono appena saltate quattro banche locali, e poi?

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