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Lunedì 26 Settembre 2016, ore 07.32
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Bail-in, una barbarie

Il 31 dicembre finisce un'era di civiltà

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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L'Unione Europea ha preso una decisione orribile: dal 1° gennaio 2016 gli Stati non avranno più la responsabilità finanziaria del salvataggio delle banche in difficoltà. Non sarà più la collettività, con il bail-out, ad assumersi l'onere di proteggere i risparmiatori, come è accaduto nella crisi iniziata con il 2008.

E' una scelta di barbarie, quella europea, soprattutto se la si confronta con quella presa negli Usa con la Dodds Frank, la “Legge di Riforma di Wall Street e per la Protezione del Consumatore”.

Per gli americani, la crisi finanziaria del 2008 ha rappresentato un discrimine di civiltà, nel senso che ogni accortezza possibile doveva essere stata assunta dal Congresso per evitare che si ripetesse ancora una volta che i cittadini venissero ingannati dal sistema finanziario, che venissero invogliati a contrarre debiti superiori alle loro capacità di restituirli, con periodi di preammortamento dei mutui che li illudessero della sostenibilità, ovvero con programmi di finanziamento revolving sugli acquisti fatti con le carte di credito, che consentivano di accumulare alla fine di ogni mese un debito crescente, insostenibile.

In America la crisi ha portato al fallimento di milioni di individui che si erano indebitati eccessivamente: avevano visto crescere continuamente la rata del mutuo, collegata ad indici variabili del costo del denaro, mentre diveniva sempre più basso il valore dell'immobile su cui il mutuo il mutuo era stato contratto. Il valore del mutuo residuo superava così quello del valore dell'immobile, per via del crollo dei prezzi: era una follia, continuare a pagare. Da qui il collasso.

Tutta la riforma bancaria americana si è fondata su tre pilastri. Primo, estendere il controllo della Fed su operatori finanziari non bancari che possono influenzare la stabilità del sistema, e quindi l'area dei controlli prudenziali. Secondo, introdurre una serie di divieti (Volker Rule) alle banche per quanto riguarda la loro libertà di effettuare internal dealing, ovvero operazioni sui mercati finanziari senza incarico da parte dei clienti. Terzo, introdurre una serie quasi infinita di cautele affinché il cittadino consumatore sia effettivamente edotto dei rischi che si assume contraendo un debito.

La Riforma americana ha dato quindi un giro di vite sul sistema finanziario, affinché non considerasse il debitore un pollo da spennare: basta con i mutui erogati a chiunque, anche a chi non aveva un reddito stabile, tanto poi la banca impacchettava questi crediti cartolarizzati, vendendoli sui mercati finanziari (Mortgage Backed Security) e scaricando così il rischio su altri investitori nella logica di “originate to distribute”. Sono stati i titoli salsiccia, quelli che avevano come sottostante tanti altri titoli, a determinare il crollo dei mercati nel 2008: nessuno sapeva bene che cosa aveva acquistato. Questo è stato il secondo versante truffaldino su cui la riforma americana è intervenuta, affinché una nuova crisi finanziaria non si ripeta.

Niente di tutto questo è stato fatto dall'Unione Europea.

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scritto il 8 gennaio 2016 alle ore 15.08 · rispondi
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