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Venerdì 9 Dicembre 2016, ore 14.38
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Mamma, cambio casa & aereo!

Non è tempo di gufi, quando rischi e spese sono degli altri

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
C’è in giro la pubblicità di una primaria Banca che eroga mutui a chi vuol cambiare casa “nonostante non abbia venduto” quella già di proprietà. Le condizioni sono vantaggiose, visto che l’importo concedibile è pari al 100% del valore della casa da acquistare già posseduta e per un periodo fino a 18 mesi si pagano solo gli interessi del mutuo. Il punto è chiaro: oltre quella data si deve cominciare a pagare la rata completa di quota di ammortamento, anche se la vecchia casa non è stata venduta.

Il rischio della operazione sta in quel “nonostante non abbia venduto”: il mercato immobiliare è quello che è, visto che vanno addirittura deserte anche le gare per le esecuzioni immobiliari, dove i prezzi sono già ultraconvenienti. Forse sta qui la prospettiva: comprare allo scoperto una casa grande e bella all’asta giudiziaria facendo un affarone “allo scoperto”, stipulando un mutuo e mettendo in vendita la casa di proprietà, da vendere con tutta calma. Chissà se, potrebbe anche darsi, sono case di cui la stessa banca ha in mano le ipoteche di proprietari insolventi o di costruttori falliti.

Ci sono delle questioni chiave: ad esempio, mentre il mutuo può arrivare al 100% del valore dell’immobile “offerto in garanzia”, poi si aggiunge che la ipoteca viene iscritta per un importo pari al 150% del mutuo. Già, la banca si cautela, perché ci sono un bel po' di interessi in ballo. Insomma, il cliente ideale è un tipo che non solo non riesce a vendere la propria casa, ma che si accolla tutto il rischio della mancata vendita pur di coronare il proprio sogno immobiliare. Sarebbero 18 mesi da incubo, perché intanto si pagano le tasse sia sulla vecchia casa sia sulla nuova, e già non è poco di questi tempi, anche se solo la quota di interessi sul nuovo mutuo. Tra l’altro, proprio questo tipo di mutuo ipotecario con preammortamento è stato quello che ha solleticato tanto le famiglie americane negli anni del boom immobiliare: i prezzi delle case sarebbero cresciuti, ed alle brutte avrebbero rivenduto, ma guadagnandoci: se avevano contratto un prestito che copriva il 100% del valore di un immobile che nel frattempo si era rivalutato, con la vendita sarebbero rientrate alla grande anche delle sole spese per interessi sul mutuo che avevano pagato nel frattempo.

Insomma, uno che non solo non riesce a vendere la casa che ha per comprarsene un’altra, che se la compra comunque “allo scoperto” con un mutuo che arriva al 100% del suo valore, che si fa iscrivere una ipoteca per il 150% di quanto ha ricevuto, e che si accolla il rischio di rivendere la prima casa in 18 mesi, deve essere un inguaribile ottimista.

Anche al governo, però l’ottimismo non manca: in tempi di spending rewiew, si era deciso di vendere tre aerei della Flotta blu, due dei cinque Falcon 900 in dotazione ed un Airbus 319. Ma le aste indette dal Ministero della difesa sono andate deserte: di questi tempi anche gli sceicchi piangono miseria. Nel frattempo, è arrivato un nuovo aereo blu, che più blu non si può: un Airbus 340-500 preso a leasing da Ethiad, con la capienza di 300 posti e la possibilità di volare senza scalo per 12 ore. Insomma, pensato per delegazioni ufficiali assai nutrite e destinazioni lontane. Anche qui, regna inguaribile l’ottimismo: intanto si paga un altro canone, di importo compreso tra 250 e 300 mila euro mensili, mentre gli aerei da vendere stanno ancora fermi nell'hangar. C'è chi si comprerà una casa più grande, sperando di vendere presto quella piccola che ha già, e chi si è già preso un aereo nuovo e spera ancora di vendere quelli che aveva già. Serve ottimismo!

Non è tempo di gufi, quando i rischi e le spese sono degli altri.

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