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Martedì 27 Settembre 2016, ore 05.49
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Bail-in nocivo, come la Exit-strategy

Decidere che le crisi sono finite significa provocarne di peggiori

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Alla fine del 2015 intitolammo "Bail-in, una barbarie", un editoriale in cui si descrivevano gli aspetti nefasti di questa normativa europea. Ne riportiamo alcuni brani.

"L'Unione europea dimostra ancora una volta il suo atteggiamento mercatista: niente ha valore assoluto, niente è tutelato, niente è privo di rischio. Se i titoli sovrani non sono più a rischio zero, a maggior ragione non lo è il risparmio bancario. Non esisterà più, in contrasto netto con la prescrizione della Costituzione italiana, la tutela del risparmio: per questo, la normativa di recepimento del bail-in è incostituzionale. Siamo alla barbarie più assoluta: gli Stati europei, in questi anni, hanno adottato politiche fiscali assurdamente severe, imponendo tasse su tasse, a tutti e su tutto. Hanno predicato la deflazione competitiva, la riduzione di prezzi e salari, addirittura aumentando l'Iva per scoraggiare le importazioni: hanno fatto crollare gli investimenti e la domanda interna, creando a tavolino il presupposto di milioni di disoccupati. Adesso il danno è fatto. Le banche, soprattutto in Italia, sono piene di sofferenze: per farle sparire, occorre che paghino coloro che hanno investito nelle banche, coloro che hanno sottoscritto obbligazioni bancarie, coloro che hanno depositi per somme superiori ai 100 mila euro".

Era facile prevedere che il mercato avrebbe reagito negativamente al bail-in.

Dall'inizio del 2016, il valore azionario delle banche italiane è precipitato. Al 9 luglio scorso, il titolo peggiore è stato il Monte dei Paschi di Siena, con un -77,31%. Il migliore Credem con -22,47% passando per il -62% di Unicredit ed il -43,01% di Intesa.

Nel resto d'Europa i tracolli sono stati analoghi: dal Banco Popular -61,42%; Credit Suisse -52,84%, Deutsche Bank -47,81%, Royal Bank of Scotland -44,11%. Fra i migliori, BNP Paribas -24,29% e Santander -22,71%.

Anche gli obbligazionisti hanno terrore di perdere i propri investimenti: il prezzo pagato sul mercato cede, con una impennata dei rendimenti. Due titoli subordinati del Monte dei Paschi, la cui cedola all'emissione era del 5%, rendono ora sul mercato intorno al 14%, vale a dire tre volte tanto.

Jean-Claude TrichetA decorrere dall'entrata in vigore del bail-in, si è verificato nel comparto bancario la identica crisi di fiducia che fu determinata dalla Exit strategy decisa nei primi mesi del 2011 dalla BCE di cui era Governatore Jean-Claude Trichet.

In quel caso, a far detonare la crisi dei debiti sovrani dei Paesi dell'Europa meridionale furono i due aumenti del tasso di riferimento, a marzo ed a luglio, ed il ritiro della liquidità di emergenza prestata alle banche del nord Europa per fronteggiare le perdite sui titoli che si erano manifestati tossici ed illiquidi dopo il fallimento della Lehman Brothers.

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