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Lunedì 26 Settembre 2016, ore 07.35
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Banche onnipotenti, ma sfiduciate dal mercato

In Europa, il delirio mercatista prosegue

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Per reazione ad una crisi, si passa spesso da un eccesso all'altro.

La normativa bancaria in Europa, fino alla creazione della Banking Union, era rimasta affidata alle regolamentazioni nazionali, senza alcun coordinamento da parte della BCE. La Vigilanza spettava alle singole Banche centrali, ovvero ad una specifica Autorità nazionale, come in Gran Bretagna. Le uniche discipline bancarie condivise erano quelle stabilite a Basilea, dove si riuniscono i Governatori delle Banche centrali di tutto il mondo, con discipline recepite in modo più o meno integrale.

Dopo la crisi, in Europa, c'è stata una frenesia regolatoria. Dopo aver adottato i principi contenuti negli Accordi di Basilea II, innovativi rispetto ai precedenti ritenuti prociclici e quindi determinanti nella crescita senza limiti del debito privato che aveva portato alla crisi del 2008, si è abbandonata l'ideologia mercatista, secondo cui il mercato è capace di autoregolarsi.

E' stata istituita l'EBA (European Banking Authority), che ha il compito di definire le regole macroprudenziali, in termini di capitale, liquidità, e formulare gli scenari ipotetici rispetto a cui misurare la sufficienza dei requisiti, attraverso stress test.

E' stato istituito l'European Stability Board, presso la BCE, con finalità analoghe al Financial Stability Board, istituzione che opera a livello internazionale a ridosso delle riunioni del G20, pur senza essere diventato la “terza gamba” per il controllo del sistema finanziario, insieme al FMI ed alla Banca mondiale. Una istituzione di mera allerta che dovrebbe monitorare i rischi sistemici.

E' stata istituita la Banking Union, che si fonda su tre pilastri:

- Sistema unificato di recovery e risoluzione bancaria
- Sistema unificato di garanzia dei depositi
- Sistema di vigilanza unificata sulle banche di rilievo sistemico

Sono state istituite un'Autorità europea di risoluzione bancaria, le Autorità nazionali di risoluzione.

Sono state istituite due serie di Fondi nazionali. Da una parte ci sono i Fondi di risoluzione, che devono raccogliere in modo cooperativo tra le banche le risorse necessarie per affrontare i problemi derivanti dalle risoluzioni bancarie, anticipando quanto dovrebbe poi essere poi ricavato vendendo sul mercato ciò che rimane delle banche fallite. Dall'altra ci sono i Fondi di garanzia dei depositi, finalizzati a raccogliere tra le banche le risorse necessarie a garantire la tutela dei depositanti fino a 100 mila euro.

C'è naturalmente la Commissione Europea, che ha adottato una Comunicazione sul sistema bancario, entrata in vigore i 1° agosto 2013, che prefigura i comportamenti da tenere in caso di aiuti di Stato volti a fronteggiare una crisi bancaria e le situazioni volte ad evitare ovvero a fronteggiare un grave turbamento economico.

Naturalmente, ci sono le normative nazionali che recepiscono le direttive sulle risoluzioni bancarie e sulla garanzia dei depositi fino a 100 mila euro, e le graduazioni nazionali sul rimborso dei diversi obbligazionisti.

Eravamo partiti da un sistema di banche onnipotenti, che agivano praticamente senza regole, potendo effettuare qualsiasi tipo di operazione finanziaria dopo che era caduta la vecchia distinzione tra banche commerciali e banche d'investimento: dopo la crisi del 2008, causata dagli investimenti in titoli tossici, gli Stati europei nel loro complesso si sono accollati aiuti per oltre 4 mila miliardi di euro, tra ricapitalizzazioni, sovvenzioni su perdite e garanzie di liquidità. Una cifra monstre, pari al 36% del PIL dell'Unione Europea.

Ora le regole ci sono, ma solo quelle che penalizzano gli investitori ed i risparmiatori.

Gli azionisti nicchiano: non mettono mano al portafoglio in vista di continue ricapitalizzazioni, vedono deperire il proprio investimento e temono che le cedole si facciano più magre.

Gli obbligazionisti sono stati presi in contropiede: quello che era un rischio ipotetico, diviene una probabilità da non scartare.

I depositanti oltre i 100 mila euro sono sul chi vive, ed anche gli altri temono per un salasso.

Banche sempre onnipotenti, dunque, in Europa, ma con prospettive di mercato sempre più misere.

Dal delirio del mercatismo al groviglio delle regole, niente è cambiato.

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