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Martedì 17 Gennaio 2017, ore 12.16
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Banche, si chiude un anno di straordinaria follia

Abbiamo solo perso tempo, in nome del Mercato

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Occorre prenderne atto: il Ministro dell'economia Piercarlo Padoan in materia di banche non ne azzecca una. Marxista da giovane, e poi convertitosi al Mercato, se ne fida troppo come è tipico di chi passa da una fede all'altra.

Il Tesoro, in questi anni ha fatto errori di valutazione clamorosi. Ha incassato, ad esempio, la restituzione dei Monti bond che erano stati erogati a Banca Etruria ed a Monte Paschi, per via della emissione di obbligazioni subordinate nel primo caso e di un aumento di capitale nel secondo: si è tirato fuori alla grandissima, facendo un figurone, quando invece doveva continuare a stare dentro, per controllare ed evitare ulteriori perdite. Un disastro.

In tre anni, il dicastero di via XX settembre ha seguito tutte le sirene mercatiste: dalla trasformazione delle banche Popolari in SpA al consolidamento in Holding del credito Cooperativo; dalla introduzione delle garanzie pubbliche sulla cartolarizzazione dei crediti in sofferenza (Gacs) alla introduzione del patto Marciano che consente al creditore di divenire immediatamente proprietario del bene dato in pegno senza passare per la vendita; dalla riduzione del numero delle rate di mutuo non pagate che consentono alle banche di vendere l'immobile su cui grava l'ipoteca alla eliminazione dei vincoli nelle aste. Sono tutti strumenti liquidatori del sistema produttivo e dei beni delle famiglie che attirano gli avvoltoi: i soggetti imprenditoriali che comprano dalle banche le sofferenze per escutere i debitori e le garanzie.

Siamo succubi di una Vigilanza bancaria europea che da una parte preme sulle Banche per far cedere le sofferenze, per “ripulire” i bilanci a costo di aumentarne le perdite, e dall'altra sollecita rafforzamenti del capitale.

Le banche sono strangolate e l'economia continua nel tracollo, senza il sostegno del credito e con le procedure esecutive che si appropriano del poco che è rimasto.

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