Metteteci la faccia... o tagliatevi la lingua!
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di Fabio Michettoni |
6 novembre 2009 |

Probabilmente pochi avranno letto
il libro intitolato "Uccideranno il capitalismo". Un libro intervista in cui Claude
Bebear, artefice principale dell'impero AXA, si racconta e racconta di un mondo
di sfrontati manager che hanno perso il controllo della realtà, impegnandosi a sabotare
un sistema di cui fanno parte e scollandosi di dosso il senso dell'etica e della
reputazione. Di una generazione che è salita su una montagna di denaro detenendo
uno spropositato potere.
La fine che hanno fatto le società condotte da siffatti manager è sotto gli occhi
di tutti, ma qui vogliamo parlare del ruolo collaterale (ed anche di questo si parla
nel succitato libro) e nello stesso determinante delle
società di rating
che, valutando positivamente diversi prodotti finanziari che inoculavano virus altamente
letali tra il popolo degli investitori, ma che in realtà erano la più fetida spazzatura,
figurano tra i principali imputati per il processo ai responsabili del collasso
dei mercati finanziari.
Ma questo non è più il dibattito del giorno, adesso i fatti decretano scenari positivi
e quando tutti pensano in positivo dimenticano quello che di negativo è stato. Chissà
perché, ma il mercato finanziario è uno di quei pochi settori, se non l'unico, dove
non si impara mai, dove l'esperienza non insegna mai nulla. Quasi fosse un girone
dantesco dove coloro che non ricordano il passato fossero condannati in eterno a
ripeterlo. Ed è in questo far west che si sono ingrassate le società di rating (
Standard
and Poor's ,
Moody's e
Fitch tanto
per citare le più grosse, che si spartiscono oltre il 90% del mercato di riferimento).