Fiat, dieci giorni di fermo a Pomigliano per crisi
(Teleborsa) - La crisi dell'auto in Italia non poteva non avere riflessi sulla situazione occupazionale di Fiat, che annuncia dieci giorni di stop per Pomigliano a fine agosto, a causa dell'aggravarsi della situazione economica. Riecheggiano anche gli avvertimenti arrivati qualche tempo fa dall'AD del Lingotto Sergio Marchionne, che ha ammesso che in Italia c'è uno stabilimento di troppo, dati i numeri del mercato visti di recente.
I dati del mercato automobilistico europeo (-6,3% nel primo semestre dell'anno) e di quello italiano in particolare (-24,4% a giugno e -19,7% nel primo semestre) confermano che la crisi delle vendite non accenna a fermarsi. In Italia il mercato, che si posiziona oggi sui livelli del 1979, sta penalizzando Fiat soprattutto nel segmento delle city car dove, con Panda e 500, detiene circa il 60 per cento di quota.
"L'equilibrio fra produzione e domanda - sottolinea la Fiat - è stato realizzato con periodici ricorsi a sospensioni della produzione nei vari stabilimenti con utilizzo della cassa integrazione. Per lo stabilimento di Pomigliano, in salita produttiva dall'inizio dell'anno, non era stato fino ad oggi necessario alcun intervento, ma oggi la situazione impone di ridurre la produzione per evitare inutili e costosi accumuli di vetture. Dopo la chiusura estiva, la fabbrica si fermerà per due settimane, dal 20 al 31 agosto".
E per l'autunno? La Fiat continuerà a monitorare la situazione e non sono esclusi altri stop.
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