Borse incerte in avvio. Milano zavorrata dalle banche
(Teleborsa) - Partenza incerta per Piazza Affari e le altre principali Borse del Vecchio Continente in quella che si preannuncia una sessione interlocutoria dopo l'ennesima buona prestazione della vigilia.
Il sentiment sottostante resta comunque positivo grazie alla marcata diminuzione dei timori legati alla crisi del debito in Eurozona, come testimoniato dagli ottimi risultati delle aste di sovereign delle periferie, e nonostante le statistiche continuino a segnalare lo stato di recessione in cui versa l'Europa.
Dal fronte macroeconomico, dopo il balzo del PIL del Giappone l'attenzione si concentrerà sui prezzi al consumo dell'Eurozona e, oltreoceano, sui sussidi alla disoccupazione, i prezzi al consumo e il Philly Fed.
Sul valutario l'euro si conferma debole sul dollaro a 1,2863 USD, mentre tra le commodities il Wti viaggia a 93,75 dollari al barile.
Tra i listini europei Londra e Bruxelles avviano sulla parità mentre Francoforte e Parigi limano rispettivamente lo 0,18% e lo 0,35%. Deboli anche Amsterdam -0,16% e Bruxelles -0,25%.
Limature per Piazza Affari in una sessione priva di spunti dal fronte corporate. Il FTSE All-Share segna sulle prime battute un calo dello 0,31%, esattamente come il FTSE Mib.
Tutte banche in fondo al paniere principale. Tra i titoli più venduti la BPM dopo il duro colpo al rating inflitto da Moody's. Prese di profitto sulla BPER mentre il Banco Popolare continua a rimanere sotto pressione. Unica banca in contro trend è MPS. L'Istituto senese beneficia ancora dei conti sopra le attese svelati ieri mattina ma anche di un ricco newsflow di notizie, quali il via libera da parte della Fondazione al nuovo statuto, l'arrivo di un ex finanziere a capo della divisione Amministrazione e Bilancio e la cessione, sempre da parte di Palazzo Sansedoni, di azioni del Gruppo per garantirne l'equilibrio finanziario.
In pausa Fiat dopo il rally della vigilia. Intanto torna in auge il rumor secondo il quale il Lingotto trasferirà il quartier generale in America dopo la fusione con Chrysler.
Bene il lusso, in particolare Luxottica e Ferragamo.
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