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Crisi dei Balcani al tramonto. La Slovenia si risana da sé

Economia
Crisi dei Balcani al tramonto. La Slovenia si risana da sé
(Teleborsa) - L'ultima miccia pronta a minare la stabilità dell'Eurozona si spegne senza creare danni. La Slovenia, ultimo Paese ad esser messo in ginocchio dalla crisi bancaria ha trovato da sola la via del risanamento, avviando un'ampia ristrutturazione del sistema bancario in crisi.

Era già un po' che si parlava dello scoppio del caso Slovenia, l'ultimo malato terminale d'Europa, ma la piccolissima Repubblica della ex Jugoslavia, una delle più industrializzate dei Balcani, ha schierato un Premier d'eccezione per gestire l'emergenza.

Il neoeletto capo del Governo Alenka Bratusek ha affermato con convinzione "non siamo un'altra Cipro, non siamo simili a Cipro, e vogliamo farcela da soli". Il governo sloveno ha dunque escluso la possibile richiesta di aiuti, spiegando anche le ragioni della crisi, una passata riforma fiscale miope, che non ha compensato le riduzioni delle tasse sui redditi con tagli alla spesa o con altre forme di prelievo.

Il nuovo esecutivo, nato da un'ampia coalizione di partiti del centro-sinistra, ha ora varato un nuovo piano di austerità, incentrato su aumenti delle imposte, tagli alla spesa ed il salvataggio di alcune imprese statali. Per il settore bancario ha previsto la costituzione di una "bad bank", ove confluiscano i crediti sofferenti, poi una ricapitalizzazione che potrebbe arrivare a 900 milioni di euro, ma potrebbe anche essere inferiore in caso di successo della privatizzazione della Nova knB Bank.

"La Slovenia non sarà un fattore di rischio per l'Europa", ha dichiarato convinta e determinata la Bratusek, che ha ricevuto anche un informale benestare da parte di Bruxelles e del Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.
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