L'Italia ha la classe dirigente più vecchia d'Europa
(Teleborsa) - Con un'età media di 58 anni, la classe dirigente italiana impegnata nella politica, in economia e nella pubblica amministrazione si conferma la più vecchia dell'Unione Europea.
A poco è servito, dunque, il ringiovanimento della classe politica legato alla sua forte crisi di identità e consensi. I "potenti" impegnati nelle altre attività, spiega Coldiretti nel secondo report sull'età media della classe dirigente, con la loro età ben superiore alla media comunitaria, alzano fortemente il gap con l'estero.
A conquistare il triste primato dell'anzianità nel momento economicamente più difficile per l'Italia dal dopoguerra sono le banche, che hanno una età media degli Amministratori Delegati e dei presidenti di circa 69 anni, addirittura più elevata di quella dei Vescovi italiani in carica.
Seguono da vicino i presidenti dei Tribunali delle città capoluogo di Regione, che hanno in media oltre 65 anni, con 9 casi su 20 che superano i 70 anni e solo 2 presidenti che hanno meno di 50 anni.
A preoccupare particolarmente - spiega Coldiretti - è anche il mondo della formazione, con i professori universitari italiani che hanno una media di 63 anni, i più anziani del mondo industrializzato. Un quarto dei professori ha più di 60 anni contro poco più del 10% in Francia e Spagna e l'8% in Gran Bretagna.
Qualcuno si chiederà perché lamentarsi tanto dell'anzianità della classe dirigente. Ebbene, come sottolinea la stessa Associazione, con il record della disoccupazione giovanile la crisi si aggrava perché non si rinnova la classe dirigente italiana e vengono a mancare idee, energie e risorse nuove fondamentali per la crescita del Paese.
Del resto, chi ha il potere non lo cede facilmente, soprattutto in Italia.
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