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Famiglie allo stremo per crisi, fisco e disoccupazione

Costume e società, Economia
Famiglie allo stremo per crisi, fisco e disoccupazione
(Teleborsa) - Crisi, fardello fiscale e disoccupazione stanno modificando profondamente lo stile di vita delle famiglie italiane. E' questo, in estrema sintesi, quanto emerso nel "Rapporto annuale 2013 - La situazione nel Paese" redatto dall'ISTAT e presentato oggi a Montecitorio.

L'Istituto spiega che la caduta del reddito disponibile ha ridotto la spesa per consumi delle famiglie dell'1,6%, portando ad un calo della quantità di beni e servizi acquistata del 4,3%. Quest'ultimo dato è il peggiore dall'inizio degli anni '90.

L'aumento dell'incidenza delle imposte correnti (ma anche dell'IMU) sul redito disponibile delle famiglie ha contribuito a affossarne il potere d'acquisto, sceso nell'anno in esame del 4,8%.

Per questo oltre il 60% degli italiani è stato costretto a risparmiare a ridurre qualità e quantità dei prodotti alimentari acquistati, ma anche quelle di vestiario, trasporti, mobili, elettrodomestici, comunicazioni e servizi culturali.

A questa situazione di grave impasse si aggiunge la piaga della disoccupazione, che nel 2012 ha fatto aumentare le persone in cerca di impiego di 636 mila unità e il divario territoriale tra Mezzogiorno e Nord.

Molto seria anche la disoccupazione giovanile, aumentata di quasi 5 punti percentuali tra il 2011 e il 2012 mentre dall'inizio della crisi, nel 2008, l'incremento registrato è di ben dieci punti percentuali.

L'Italia ha, inoltre, la quota più alta d'Europa di giovani 15-29enni che non lavorano né frequentano corsi di istruzione o formazione (i cosiddetti NEET, Not in Education, Employment or Training): si tratta di 2 milioni e 250 mila giovani.
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