In Europa il peggio non è ancora alle spalle
(Teleborsa) - Eurozona ancora in recessione nel secondo trimestre, anche se nel mese di maggio mostra segnali di rallentamento.
A evidenziarlo è l'indicatore Markit PMI Composito della Produzione che ha raggiunto il valore più alto in 3 mesi, pur rimanendo ampiamente in contrazione. Secondo la stima flash, che si basa su circa l'85% delle risposte totali, il PMI sull'Eurozona è salito da 46,9 di aprile a 47,7 di maggio, ed indica il secondo rallentamento consecutivo del tasso di contrazione. Tuttavia, l'ultimo valore è chiaramente in linea con la media registrata durante il primo trimestre, quando l'economia della regione si era contratta dello 0,2%.
La continua riduzione indicata dal PMI suggerisce comunque che la recessione nell'area euro si estenderà per il settimo trimestre consecutivo durante il secondo trimestre del 2013.
La contrazione è risultata diffusa, ma i entrambi i settori principali hanno assistito ad un rallentamento del tasso di declino. La produzione industriale si è contratta al tasso più lento dallo scorso gennaio, mentre le attività del terziario sono calate al ritmo più debole dallo scorso febbraio.
Nonostante il rallentamento, è probabile che la contrazione delle attività continuerà nel mese di giugno data la continua riduzione della domanda di beni e servizi nella regione. Continua il forte calo delle nuove commesse, in flessione per il ventiduesimo mese consecutivo e ad un tasso invariato rispetto a quanto registrato nel mese di aprile. Nonostante i manifatturieri hanno evidenziato la contrazione dei nuovi ordini più bassa in tre mesi, nel terziario si è assistito nuovamente ad un'accelerazione del tasso di riduzione, dopo il rallentamento di aprile. Continuano le forti divergenze tra le due principali economie dell'area euro. Le attività si sono contratte per il secondo mese consecutivo in Germania, ma il calo è stato solo modesto, il che suggerisce come l'economia si sta stabilizzando nuovamente. Nel frattempo in Francia si continua a registrare un netto tasso di contrazione, invariato su quello indicato ad aprile, anche se meno intenso di quello registrato durante il primo trimestre. "Il taglio di un quarto di punto dei tassi di interesse da parte della BCE sembra non aver ispirato alcuna fiducia circa un ritorno alla crescita dell'economia" ha commentato Chris Williamson, Chief Economist presso Markit. Infatti, ha spiegato, "le aspettative circa i prossimi 12 mesi sono peggiorate ancora nel terziario, suggerendo come la ripresa resta ancora molto lontana e che i governanti hanno bisogno di ben altro per arginare la congiuntura e stimolare la crescita."
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