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Russia perde a Wto la "guerra prosciutto" ma resta l'embargo

"Finora lo stop e' costato 600 milioni all'italian food"

Economia
Russia perde a Wto la "guerra prosciutto" ma resta l'embargo
(Teleborsa) - La Russia ha perso la "guerra del prosciutto" al WTO (World Trade Organization), in italiano OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), che ha "dichiarato illegittimo il divieto di importazione imposto nel 2014 su suini vivi, carni suine fresche e altri prodotti suini provenienti dall'Ue".

Lo afferma la Coldiretti, sottolineando che la misura "era stata presa prendendo a pretesto la scoperta di casi di peste suina africana in alcuni cinghiali in Lituania e Polonia, in zone di frontiera con la Bielorussia. Misura che, secondo il panel dell'Organizzazione mondiale del commercio, non si basa sulle pertinenti norme internazionali e viola le norme dell'accordo WTO".


La "guerra del prosciutto" era stata la prima ritorsione alle sanzioni decise dall'Unione Europea e ha anticipato di pochi mesi l'embargo totale sancito dalla Russia a una lista di prodotti per i quali è del tutto vietato l'ingresso: frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia e Australia. Una vera e propria guerra commerciale "che ha colpito duramente l'agroalimentare Made in Italy", con un taglio delle esportazioni stimato dalla Coldiretti in 600 milioni in due anni, "dovuto per circa la metà al completo azzeramento delle spedizioni di ortofrutta, formaggi, latticini, carni e salumi".
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