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Venerdì 22 Settembre 2017, ore 10.19
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Sangalli: "Pressione fiscale insostenibile: da ridurre per mettere in moto il Paese"

Lo ha dichiarato il presidente di Confcommercio nel suo intervento al Convegno che la confederazione dedica al tema del Fisco

Economia ·
(Teleborsa) - In Italia, "un debito pubblico ingente, stabile ma non decrescente rispetto al PIL, continua a rappresentare un grave fattore di fragilità, che peggiora le nostre prospettive di crescita rispetto a quelle dei nostri partner internazionali. Lo ha dichiarato il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel suo intervento all'ormai consueto Convegno che la confederazione dedica al tema del Fisco e che quest'anno ha visto la presenza del Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che intravede "segnali incoraggianti" per la crescita sebbene rimanga ancora molto da fare.

Sangalli fa eco a Padoan quando afferma:"non possiamo accontentarci dei pure positivi spunti congiunturali registrati in alcune variabili di consumo e di produzione".

L'incertezza globale data dalle tensioni politiche globali dalla crisi dei migranti e le ombre sulle prospettive politiche dell'Europa "mette in discussione, infatti, le prospettive occupazionali e la tenuta dei consumi. Alcuni difetti strutturali da più di un ventennio frenano il nostro sistema produttivo. Mi riferisco all'eccesso di burocrazia e di pressione fiscale, al deficit di legalità, alle debolezze del sistema infrastrutturale, all'insostenibile costo del lavoro.

Abbiamo, dunque, bisogno di migliori prospettive. Siamo convinti che per rafforzare le dinamiche dei consumi e degli investimenti la via più promettente sia quella di superare la logica degli interventi spot e dei bonus discriminatori, ridurre gli sprechi e le inefficienze ancora abbondantemente presenti nella spesa pubblica, scartare definitivamente qualsiasi ipotesi di aumento dell'IVA, l'ultima cosa di cui gli italiani hanno bisogno.

Sul punto c'è stata la rassicurazione da parte del Governo e da più parti della politica. Ma noi non abbasseremo la guardia, consapevoli, da un lato delle grandi difficoltà che il percorso di aggiustamento del bilancio pubblico presenta, e, dall'altro, che la soluzione non può certo passare da un inasprimento fiscale.

Da tempo denunciamo - ha sottolineato ancora il presidente di Confcommercio - che il livello di pressione fiscale del nostro Paese - ormai stabile al 43% - è insostenibile per il nostro sistema produttivo e incompatibile con qualsiasi realistica prospettiva di crescita robusta, diffusa, duratura. Abbiamo dato atto, e lo facciamo anche oggi, dei risultati ottenuti dal Governo sul fronte del contenimento della spesa pubblica. Ma affermiamo che si deve proseguire in quest'azione e, anzi, rafforzarla. Le risorse necessarie per ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese si possono e si devono trovare agendo su due binari: da un lato, attraverso una profonda operazione di eliminazione di sprechi e inefficienze che l'aggregato dei consumi pubblici ancora presenta a qualsiasi livello istituzionale, centrale e locale".

Dall'altro, attraverso il contrasto all'evasione che - come confermato dall'analisi del nostro Ufficio Studi - consentirebbe, a determinate condizioni, di recuperare oltre 86 miliardi di imponibile evaso e quasi 43 miliardi di gettito da restituire, sotto forma di minori aliquote, ai contribuenti in regola.
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