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Mercoledì 20 Settembre 2017, ore 20.25
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Scuola, parte la carica degli 85 mila supplenti

Anief: bisogna assumerli da lì, senza attendere il lungo iter del nuovo concorso

Economia, Welfare ·
(Teleborsa) - Considerando che le graduatorie ad esaurimento di III fascia da GaE per molte classi di concorso della scuola secondaria sono ormai agli sgoccioli, il grosso della gestione delle supplenze passerà direttamente alle scuole tramite le graduatorie di istituto.

Molte le mancanze di organico soprattutto nel Nord. Basti pensare alla mancanza di 1.400 docenti di sostegno nella sola Milano o la carenza diffusa in tutto il Nord di docenti di matematica. Poiché in diversi casi si è ancora in attesa degli esiti definitivi delle domande di utilizzazione ed assegnazione provvisoria, anche quest’anno molte supplenze annuali si concretizzeranno ad anno scolastico avviato. E siccome un alto numero dovrà essere effettuato sulla base delle graduatorie d’istituto, in via di rifacimento, i dirigenti saranno anche, in un alto numero di casi, costretti in autunno inoltrato a riconvocare e rinominare il docente, proprio sulla base dei nuovi posizionamenti in graduatoria.

"Se il Miur ci avesse dato ragione inserendo gli abilitati di seconda fascia nelle GaE, anziché introdurre una lunga e inutile fase transitoria, peraltro solo dopo le nostre proteste ad oltranza, ora non ci ritroveremmo in questo stato di cose" - commenta con amarezza Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - . "La verità è che per le immissioni in ruolo è giunto il momento di aprire il doppio canale di assunzioni, coinvolgendo anche le graduatorie d’istituto in tutti quei casi in cui le GaE sono esaurite. È inutile attendere i lunghi tempi della nuova fase concorsuale, che prenderà il via, se va bene, solo nel 2018, che dopo la selezione prevede anni di formazione e affiancamento ai docenti di ruolo con paga pure ridotta" - aggiunge il sindacalista -. "Forse lo Stato non si è ancora reso conto che andando avanti di questo passo, ignorando i diritti degli abilitati di seconda fascia d’istituto, andrà a sbattere contro un muro. Perché le crescenti condanne per le mancate stabilizzazioni si ripercuoteranno sulle tasche dei contribuenti", avverte Pacifico.
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