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Sabato 23 Settembre 2017, ore 05.59
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Burocrazia, un mostro da ventidue miliardi per le imprese artigiane

La CNA punta il dito sui costi monetari (e non), che schiacciano la competitività. Bene l'informatizzazione, ma i tempi sono ancora lunghi

Economia ·
(Teleborsa) - La burocrazia italiana continua a dimostrarsi estremamente dispendiosa per le piccole e medie imprese artigiane, e non solo in termini pecuniari. Se il costo che grava sulle loro spalle è di ben ventidue miliardi l’anno (corrispondenti a 5 mila euro per singola azienda), anche il tempo speso per compiere tutti gli adempimenti non è da meno.

Secondo una indagine del Centro studi CNA, infatti, il 41,3% delle imprese brucia fino a tre giorni lavorativi al mese, il 32,2% fino a cinque e il 6,8% oltre dieci, mentre solo il 10,7% ne impiega meno di uno. Per affrontare tutti questi impegni l'impiego di soggetti esterni è una necessità: il 46,5% delle imprese se ne avvale sempre (erano il 61,1% tre anni fa) e il 36,6% spesso (contro il precedente 32,2%).

Quasi nove imprese su dieci sono perciò concordi nel dire che la cattiva burocrazia costituisca un ostacolo serio alla competitività (l’89,7%). L'elemento più sofferto è la complessità delle norme (67,8%), che colpisce particolarmente le imprese edili (74,3%) e i fornitori di servizi alle imprese (71,4%). Tra gli altri problemi più acuti risultano la quantità elevata di informazioni richieste (43,8%) e la lentezza della macchina burocratica (27,5%); quest'ultima però è sentita come grave problema nel Mezzogiorno (48,2% delle imprese) ben più che nelle regioni settentrionali (24%).

Uno scenario che però sta lentamente mutando. I cambiamenti introdotti nella legislazione da due anni a questa parte vengono giudicati in maniera positiva da quasi un’azienda su tre (29,5%) più di quante esprimono un parere negativo (22,4%), con una fetta di poco inferiore alla metà degli intervistati che non percepisce cambiamenti evidenti.

Molto apprezzati, in particolare, sono alcuni gli semplificazione informatici recentemente introdotti. Ormai un’impresa su tre (33,4%) riesce a sbrigare più della metà delle pratiche burocratiche online, contro il 28,7% di tre anni fa. Ma l’83,7% ritiene che le informazioni siano accessibili solo dopo una lunga ricerca (con il 5,7% che lamenta l’assoluta irreperibilità delle notizie utili), e il 62,2% non ritiene adeguato il livello di informatizzazione del settore pubblico.

Le macchine, però, non possono risolvere tutti i problemi. Non a caso, tra le priorità delle imprese che hanno partecipato alle indagini, svetta la maggiore qualificazione del personale pubblico (61,3%), seguita dall'adozione di modulistica standard sull'intero territorio nazionale (49,2%), dalla facilità di ottenere informazioni sullo stato di avanzamento delle procedure già avviate (34,7%) e dalla possibilità di pagare online tutti gli oneri connessi a servizi e/o adempimenti chiesti dall'amministrazione pubblica alle imprese (22,5%).
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