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Venerdì 9 Dicembre 2016, ore 04.50
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2 / Allacciamoci le cinture e speriamo bene

Andrea Ferretti
Andrea Ferretti
Economista e giornalista economico, docente al Corso di "Gestione delle Imprese Familiari" presso l'Università di Verona; collabora con l'Università Parthenope di Napoli e Roma 3 sugli Accordi di Basilea.
Tutto sommato, l'ultima frazione del travagliatissimo mese di Agosto è apparsa caratterizzata da una sorta di strana "pace armata" dei mercati che addirittura si sono avventurati in qualche spunto rialzista in attesa di "fiutare" meglio la direzione che prenderà il vento.

Ora il problema consiste, appunto, nel tentare di capire quanto reggerà questa tregua e quale potrà essere la situazione delle nostre difese in caso di riapertura delle ostilità. Purtroppo, in quest'ottica, il bimestre Settembre - Ottobre si presenta come un periodo ad alto rischio di deflagrazione perché potrebbero giungere al pettine, e quindi fare da detonatore, alcuni problemi fino ad ora non affrontati o continuamente rimandati.

Più in particolare una primaria causa di instabilità potrebbe derivare dalla inevitabile riapertura del fronte greco la cui situazione, non più gestibile con erogazioni "tampone", richiederà, quasi nell'immediato, difficili decisioni politiche e complessi interventi strutturali quali la rimodulazione dell'intero debito greco e l'assunzione da parte del sistema bancario di perdite anche di notevole entità.

Tuttavia, ciò che desta veramente preoccupazione è il "fronte tedesco". Qui la tenuta del Governo sarà sottoposta, entro breve, ad una serie di "stress test" che inizieranno il 7 Settembre con il verdetto della Corte Costituzionale sulle liceità degli aiuti tedeschi alla Grecia e proseguiranno con il difficile passaggio in Parlamento per la ratifica degli accordi sul rafforzamento del Fondo "salva stati" EFSF, accordi avversati da una schiera sempre più numerosa di parlamentari e criticati dalla Bundesbank. Seguirà, infine, la difficile consultazione elettorale a Berlino e nel Meclemburgo Pomerania.

Risulta del tutto evidente che se si dovessero verificare imboscate alla Merkel, o se la Germania, per motivazioni politiche, imponesse una battuta d'arresto ai piani di aiuto ai Paesi in crisi, magari riuscendo a frenare gli acquisti di titoli pubblici (risultati fondamentali) da parte della BCE, la situazione dell'Area Euro potrebbe rapidamente avvitarsi in una spirale non controllabile.

Ma, se davvero questo tornado dovesse "prendere terra", assai difficilmente la speculazione, o comunque i mercati, perdonerebbero all'Italia la fragilità mostrata negli ultimi giorni nell'incredibile tira e molla sulla manovra economica.

La funzione di questa correzione non era solo quella di reperire una quarantina di miliardi di Euro, ma soprattutto quella di dimostrare con tutta evidenza la nostra capacità di affrontare e gestire con immediatezza ed efficienza il manifestarsi di situazioni di allarme economico.

I 45 miliardi forse li troviamo grazie a qualche tassa in più, ma ciò che è certo è che abbiamo confermato alla speculazione di essere ancora un anello debole, e quindi attaccabile, della catena. Allacciamoci le cinture e speriamo bene!
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