Così ha intitolato di recente il "Financial Times" evidenziando l'enorme sforzo
compiuto in questi ultimi mesi dall'Italia sia in termini di risanamento dei bilanci
che in termini di riconquista di un "posto" di rilievo nel consesso europeo. A questo
punto, prendendo spunto dalle parole del prestigioso giornale inglese, conviene
fermarsi un attimo e tracciare un rapido bilancio della situazione del nostro Paese
ad inizio 2012.
Innanzitutto direi che, comunque la si voglia girare, un certo miglioramento della
nostra situazione complessiva rispetto al periodo Agosto-Novembre 2011 sia innegabile.
Non trascurerei, a questo proposito, la recente
"risistemazione" della curva dei
rendimenti dei nostri titoli che si era addirittura invertita offrendo agli
investitori rendimenti più alti sulle scadenze brevi, segno della percezione da
parte dei mercati di un pericolo imminente. Al contrario, le ultimissime aste hanno
registrato un generale allentamento della pressione sul nostro debito come evidenziato
dai
BTP
decennali tornati sotto la soglia del 6%, dallo spread rispetto ai Bund che si è
portato sotto quota 400 e dai
BOT
6 mesi che hanno offerto rendimenti più umani sotto quota 2% (6,50% a Novembre!!).
Non trascurerei neanche ciò che si sta facendo per favorire lo sviluppo del Paese
con particolare riferimento alle norme volte ad abbattere i lunghissimi tempi di
pagamento della Pubblica Amministrazione perfettamente in grado, se non rapidamente
ridotti, di vanificare ogni tentativo da parte delle piccole imprese di risollevarsi
da una situazione pesantissima.
Come non trascurerei, infine, la forte accelerazione che il Governo Monti ha voluto
imprimere alla lotta all'evasione fiscale che potrebbe essere in grado, dato il
suo effetto moltiplicativo, di liberare importanti risorse da destinare, secondo
i piani elaborati, all'abbattimento del prelievo IRPEF. Tuttavia, nonostante il
citato miglioramento della situazione, le incognite permangono notevoli e le minacce
non trascurabili. Destano sicuramente apprensione, ad esempio, le fosche previsioni
di crescita elaborate dall'
OCSE che prevede una riduzione del PIL italiano
dello 0,5% nel 2012 ed una minuscola crescita dello 0,5% nel 2013 e del
FMI
che vede l'Italia in recessione sia nel 2012 (-2,2%) che nel 2013 (-0,6%).
L'altra grave minaccia di instabilità proviene, invece, dal contesto internazionale
dove ancora non si riesce a trovare una valida soluzione alla crisi greca e dove
si sta progressivamente deteriorando la situazione del
Portogallo: con ogni
probabilità saranno necessari almeno altri 30 mld di Euro di aiuti in aggiunta ai
78 già erogati.
Dunque, in conclusione, pur avendo verosimilmente imboccato un ciclo virtuoso, certamente
non possiamo abbassare la guardia: d'altra parte è noto che a nessuno che abbia
un indebitamento oltre il 120% del PIL è concesso di dormire il "
sonno del giusto".