sabato 25/05/2013, ore 07.59
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Indici America e Asia Ufficio Studi Teleborsa
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 DOW JONES la settimana da lunedì 20 maggio
17/05/2013 - h.22,45 Sussidi di disoccupazione in crescita e, ai massimi di marzo, mercato immobiliare (cantieri) a picco e crollo dell'indice Philly Fed. Indicazioni macro che hanno messo in luce un'economia statunitense ancora in affanno. Intanto dagli ambienti Fed, Charles Plosser, presidente della Federal Reserve di Philadelphia, ha fatto sapere che la banca centrale statunitense sta valutando seriamente di intraprendere la strada dell'exit strategy riducendo l'acquisto di asset già dal prossimo mese. Al contrario del "falco" Plosser, la maggior parte degli economisti non si aspetta che, nella riunione di giugno, la Fed possa ridurre il QE, a causa di un mercato del lavoro che rimane claudicante con un tasso di disoccupazione ancora elevato e la debole inflazione statunitense. Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve di Boston, considerato una "colomba" aveva detto di recente che la politica monetaria fortemente accomodante messa in atto dalla Fed rimane ancora necessaria. L’indice Dow Jones ha chiuso con un progresso dell’1,56% a 15.354,40 punti. Per le prossime sedute va posta particolare attenzione all'area di resistenza più immediata vista a 15.456,71 con target successivo stimato a 15.760,65 Supporto a 15.152,77.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice DOW JONES
15559,03 Resistenza 2
Variazione % 1,56
15456,71 Resistenza 1
25,67 Performance da inizio anno %
15354,40 Last
Score 90
15152,77 Supporto 1
acquisto Outlook
14951,15 Supporto 2
Medium Term

 NASDAQ COMPX la settimana da lunedì 20 maggio
17/05/2013 - h.22,45 Attesi in settimana i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve dai quali si potrà capire cosa ha intenzione di fare la banca centrale statunitense nel breve futuro. Intanto dagli ambienti Fed, Charles Plosser, presidente della Federal Reserve di Philadelphia, ha fatto sapere che la banca centrale statunitense sta valutando seriamente di intraprendere la strada dell'exit strategy riducendo l'acquisto di asset già dal prossimo mese. Al contrario del "falco" Plosser, la maggior parte degli economisti non si aspetta che, nella riunione di giugno, la Fed possa ridurre il QE, a causa di un mercato del lavoro che rimane claudicante con un tasso di disoccupazione ancora elevato e la debole inflazione statunitense. Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve di Boston, considerato una "colomba" aveva detto di recente che la politica monetaria fortemente accomodante messa in atto dalla Fed rimane ancora necessaria. Nel frattempo, l’indice Nasdaq ha chiuso in rialzo dell’1,82% a 3.498,97 punti. Operativamente il consiglio è di fare particolare attenzione all'area di resistenza più immediata vista a 3.523,22 con target successivo stimato a 3.585,75. Supporto 3.450,69.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice NASDAQ COMPX
3547,48 Resistenza 2
Variazione % 1,82
3523,22 Resistenza 1
34,31 Performance da inizio anno %
3498,97 Last
Score 90
3450,69 Supporto 1
acquisto Outlook
3402,42 Supporto 2
Medium Term

 S&P 500 la settimana da lunedì 20 maggio
17/05/2013 - h.22,45 La Federal Reserve starebbe pensando seriamente di intraprendere la strada dell'exit strategy riducendo l'acquisto di asset già dal prossimo mese. Ad affermarlo, Charles Plosser, presidente della Fed di Philadelphia, durante una conferenza del Global Interdependence Center. Alla luce di prospettive più rosee per l'economia a stelle e strisce, Plosser crede che la banca centrale americana possa "rallentare il ritmo di acquisto" di titoli. "Crediamo veramente al fatto che (il programma di acquisto) sia riducibile" ha detto il presidente della Fed di Philadelphia. Al contrario del "falco" Plosser, la maggior parte degli economisti non si aspetta che la Fed possa ridurre il QE nella riunione di politica monetaria di giugno, a causa di un mercato del lavoro che rimane zoppicante con un tasso di disoccupazione ancora elevato e la debole inflazione statunitense. Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve di Boston, considerato dalla parte delle colombe, aveva detto, in un discorso di qualche tempo fa, che la politica monetaria fortemente accomodante messa in atto dalla Fed rimane ancora necessaria, nonostante un'economia più forte e un certo miglioramento del mercato del lavoro. L'indice S&P500 ha chiuso l’ottava con una salita del 2,07% a 1.667,47 punti. Operativamente il consiglio è di fare particolare attenzione all'area di resistenza più immediata vista a 1.681,05 con target successivo stimato a 1.721,78. Supporto a 1.681,05.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice S&P 500
1694,62 Resistenza 2
Variazione % 2,07
1681,05 Resistenza 1
32,59 Performance da inizio anno %
1667,47 Last
Score 90
1640,32 Supporto 1
acquisto Outlook
1613,16 Supporto 2
Medium Term

 NIKKEI 225 la settimana da lunedì 20 maggio
17/05/2013 - h.22,45 Fitch non cambia idea sul Giappone. L'agenzia statunitense ha confermato il rating a lungo termine in valuta estera e locale sul Paese ad "A+", con outlook negativo. La conferma del merito di credito sul Paese del Sol Levante, ha spiegato Fitch, riflette il maggiore impegno della Bank of Japan e del governo di porre fine ai due decenni di stagnazione economica e deflazione. Se questi sforzi avranno successo e se saranno accompagnati da riforme strutturali per aumentare la crescita potenziale insieme ad un credibile piano di riduzione del deficit a medio termine le avverse dinamiche del debito pubblico del Giappone potrebbero essere corrette. L'outlook negativo, inoltre, riflette l'incertezza sul successo di questi sforzi nel garantire una sostenuta crescita economica e anche l'attuale assenza di un programma di riforme e di consolidamento fiscale. Per tutta risposta l'Istituto di ricerca economica e sociale del Cabinet Office giapponese ha comunicato che il prodotto interno lordo nazionale ha mostrato nel trimestre gennaio-marzo un'espansione dello 0,9%, superiore allo 0,7% stimato dagli analisti. Su anno la crescita è stata del 3,5% (+2,8% il consensus). Da segnalare poi la revisione al rialzo del PIL del trimestre precedente a +0,3%. A sostenere la ripresa non solo i consumi interni, ma anche le esportazioni grazie soprattutto alla forte svalutazione dello yen, sostenuta proprio dal primo ministro Shinzo Abe. L’indice Nikkei ha portato a casa un rialzo del 3,63% a 15.139,12 punti. Operativamente il consiglio è di fare particolare attenzione all'area di resistenza più immediata vista a 15.287,73 con target successivo stimato a 15.717,35. Supporto a 14.858,11.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice NIKKEI 225
15437,33 Resistenza 2
Variazione % 3,63
15287,73 Resistenza 1
79,04 Performance da inizio anno %
15138,12 Last
Score 90
14858,11 Supporto 1
acquisto Outlook
14578,09 Supporto 2
Medium Term

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ieri, 19.44
FINANZA | Wall Street si conferma debole a metà seduta, zavorrata dai timori per un'imminente exit strategy da parte della Federal Reserve e da alcune trimestrali deludenti.
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