domenica 26/05/2013, ore 05.23
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Indici Europa Ufficio Studi Teleborsa
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 DAX la settimana da lunedì 20 maggio
24/05/2013 - h.22,45 La Bundesbank è ottimista sull'evoluzione dell'economia tedesca, per la quale attende una ripresa nel secondo trimestre dell'anno. D'altro canto, la Germania è l'unica delle economie forti della Zona Euro ad aver evitato una recessione tecnica, registrando un salvifico +0,1% nel primo trimestre. Così, la banca centrale tedesca, nel consueto bollettino mensile sulla congiuntura, ha previsto che, dopo un primo trimestre più debole delle aspettative, l'economia tedesca farà segnare "una sensibile ripresa" nel secondo trimestre dell'anno. Il recupero sarà trainato dal settore immobiliare, ma anche dalla crescita delle commesse per l'industria. La Bundesbank ha comunque messo in guardia dai rischi connessi alla debolezza delle altre economie dell'Eurozona. Anche il debito della Germania nel 2013 è atteso in "sensibile" miglioramento, rispetto all'82% del PIL segnato a fine 2012, grazie alla riduzione dei passivi delle banche di cui si è fatto carico lo Stato. I dati mensili della Bundesbank hanno anche segnalato ad aprile un crollo del ricorso degli Istituti tedeschi ai fondi messi a disposizione dalla BCE, attorno ai 14,8 miliardi, record minimo nei 13 anni di storia della banca centrale europea, rispetto ai 21,8 miliardi di fine marzo. L’indice Dax ha chiuso l’ottava in calo dell’1,10% a 8.305,32 punti. Per le prossime sedute va posta particolare attenzione all'area di supporto più immediata vista a 8.192,69 con target successivo stimato a 8.080,05. Resistenza a 8.487,91.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice DAX
8670,49 Resistenza 2
Variazione % -1,10
8487,91 Resistenza 1
40,81 Performance da inizio anno %
8305,32 Last
Score 90
8192,69 Supporto 1
acquisto Outlook
8080,05 Supporto 2
Medium Term

 FTSE 100 la settimana da lunedì 20 maggio
24/05/2013 - h.22,45 La Bank of England non si muove di un passo, confermando nell'ultima riunione di politica monetaria il medesimo assetto di quella precedente. I verbali del meeting di inizio maggio sembrano la fotocopia di quelli del summit precedente. I membri del Monetary Policy Committee hanno votato all'unanimità la decisione di mantenere i tassi di interesse al minimo storico dello 0,5%. Quanto all'acquisto di asset, anche detto quantitative easing, il Governatore Mervyn King, Paul Fisher e David Miles hanno ribadito l'opportunità di aumentare il programma di 25 miliardi di sterline, arrivando ad un totale di 400 miliardi di sterline. Nonostante l'endorsement del numero uno della Bank of England, le colombe della Old Lady restano in minoranza. Con sei voti a favore e tre contrari, dunque, il QE resta immutato e con lui anche il dilemma se continuare su questa strada, mettendo in primo piano il controllo dell'inflazione, oppure stimolare un'economia alquanto zoppicante. Nell'ultimo report sull'inflazione, la BoE ha alzato leggermente l'outlook economico e abbassato le previsioni sui prezzi al consumo, confermando come al momento sia difficile per Sir King e colleghi prendere una direzione precisa. Intanto il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha sottolineato che gli ultimi dati suggeriscono un certo miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie della Gran Bretagna, come gli indicatori di acquisto, la domanda di veicoli, e le indagini sui consumatori che hanno mostrato un piccolo aumento tendenziale di queste attività, anche se ha avvertito che il settore delle costruzioni e quello del commercio potrebbero subire un calo rispetto allo scorso anno. Tuttavia l'organizzazione con sede a Washington ha invitato il Paese a impegnarsi di più nel promuovere la ripresa economica. "Il Regno Unito- ha spiegato l'FMI- è ancora molto lontano da una ripresa forte e sostenibile”. Particolare preoccupazione “è l'investimento di capitale (in percentuale del PIL) che si trova al più basso livello dal dopoguerra, e anche la disoccupazione giovanile che rimane alta". L’indice FTSE 100 ha chiuso l’ottava con un ribasso dell’1,02% a 6.854,34 punti. Operativamente per le prossime sedute va posta particolare attenzione all'area di supporto più immediata vista a 6.571,07 con target successivo stimato a 6.487,81. Resistenza a 6.806,61.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice FTSE 100
6958,89 Resistenza 2
Variazione % -1,02
6806,61 Resistenza 1
40,81 Performance da inizio anno %
6654,34 Last
Score 75
6571,07 Supporto 1
acquisto Outlook
6487,81 Supporto 2
Medium Term

 CAC 40 la settimana da lunedì 20 maggio
24/05/2013 - h.22,45 I bond francesi si confermano super richiesti dagli operatori finanziari internazionali, in fuga dall'oro, tipico bene rifugio ed ancora di salvezza in periodi di incertezza. Tutto questo nonostante la perdita della Tripla “A” dei titoli di stato d'oltralpe. Il motivo? E' tutta una questione di rendimenti. In un periodo piuttosto avaro in termini di remunerazioni dei titoli del reddito fisso, a causa dei recenti tagli dei tassi di interesse, i bond francesi offrono rendimenti piuttosto interessanti, incorporando il downgrade incassato a gennaio 2012, ma garantendo ancora una discreta liquidabilità rispetto ai titoli di altri Paesi della periferia europea. L'ascesa dei rendimenti dei bond francesi è avvenuta in un anno caratterizzato da una grandissima incertezza, in risposta al crescere dei rischi connessi alla perdita della tripla A ed ai problemi incontrati dal Governo Hollande sui temi della crescita e del debito, che non hanno scoraggiato gli investitori. I titoli di stato francesi hanno dunque offerto un ritorno del 12% agli investitori, pari a circa il triplo del rendimento offerto dai bond tedeschi. Nello stesso periodo, l'oro ha perso circa il 17% perdendo il suo appeal e la sua caratteristica di bene rifugio per eccellenza. Di recente la Banca centrale francese ha mostrato ottimismo per l'andamento dell'economia nazionale nel secondo trimestre dell'anno. L'Istituto ha dichiarato che il PIL crescerà dello 0,1%, allo stesso ritmo dei tre mesi precedenti. A fine marzo il capo del dipartimento economico dell'INSEE, Cédric Audenis, aveva affermato che la crescita per il primo semestre sarà "quasi nulla", un po' come nella media della zona euro. Sul secondo trimestre ha mostrato ottimismo anche il ministro delle finanze francese, che ha parlato di previsioni positive sull'economia transalpina nonostante i dati diffusi recentemente che hanno messo in luce la caduta in recessione del Paese d'oltralpe. Nel frattempo, l’indice Cac40 ha portato a casa un ribasso dell’1,11% a 3.856,79 punti. I livelli tecnici suggeriscono di fare attenzione all'area di supporto più immediata vista a 3.911,81 con target successivo stimato a 3.866,83. Prima resistenza a 4.030,25.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice CAC 40
4103,71 Resistenza 2
Variazione % -1,11
4030,25 Resistenza 1
25,22 Performance da inizio anno %
3956,79 Last
Score 80
3911,81 Supporto 1
acquisto Outlook
3866,83 Supporto 2
Medium Term

 IBEX 35 la settimana da lunedì 20 maggio
24/05/2013 - h.22,45 La crisi del settore immobiliare resta, assieme alla disoccupazione, la principale spina nel fianco della Spagna. Terminata, a fine 2012, la politica di sgravi fiscali per chi acquista un'abitazione, il settore immobiliare ha di nuovo dimostrato gravi segnali di debolezza. Secondo gli ultimi dati del Ministero del Lavoro iberico, diffusi in settimana, nel primo trimestre di quest'anno le vendite di case sono crollate del 22% a quota 54.512 unità rispetto alle 69.420 unità dello stesso periodo del 2012. Il calo si è dimostrato più acuto in quelle regioni del Paese che avevano retto relativamente meglio alla recessione, in particolare a Madrid, dove si è registrata una discesa del 30%, e nei Paesi Baschi - la Regione con il tasso di disoccupazione più basso - dove invece il dato è diminuito del 40%. Le minori vendite potrebbero portare con sé un nuovo calo dei prezzi delle case, in costante erosione dal 2008: una prospettiva preoccupante soprattutto per le banche, ancora significativamente esposte a mutui e prestiti immobiliari nonostante i 40 miliardi di euro di risorse giunte dall'Unione Europea nell'ambito del piano di salvataggio bancario. L'indice Ibex 35 ha chiuso l’ottava in ribasso del 3,70% a 8.264,60. Operativamente il consiglio è di fare particolare attenzione all'area di supporto più immediata vista a 8.116,13 con target successivo stimato a 7.967,67. Resistenza a 8.513,43.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice IBEX 35
8762,27 Resistenza 2
Variazione % -3,70
8513,43 Resistenza 1
-3,52 Performance da inizio anno %
8264,60 Last
Score 65
8116,13 Supporto 1
acquisto Outlook
7967,67 Supporto 2
Medium Term

 DJ-EStoxx50 la settimana da lunedì 20 maggio
24/05/2013 - h.22,45 Eurozona ancora in recessione nel secondo trimestre, anche se nel mese di maggio mostra segnali di rallentamento. A evidenziarlo è l'indicatore Markit PMI Composito della Produzione che ha raggiunto il valore più alto in 3 mesi, pur rimanendo ampiamente in contrazione. Secondo la stima flash, che si basa su circa l'85% delle risposte totali, il PMI sull'Eurozona è salito da 46,9 di aprile a 47,7 di maggio, e indica il secondo rallentamento consecutivo del tasso di contrazione. Tuttavia, l'ultimo valore è chiaramente in linea con la media registrata durante il primo trimestre, quando l'economia della regione si era contratta dello 0,2%. La continua riduzione indicata dal PMI suggerisce comunque che la recessione nell'area euro si estenderà per il settimo trimestre consecutivo durante il secondo trimestre del 2013. La contrazione è risultata diffusa, ma i entrambi i settori principali hanno assistito ad un rallentamento del tasso di declino. La produzione industriale si è contratta al tasso più lento dallo scorso gennaio, mentre le attività del terziario sono calate al ritmo più debole dallo scorso febbraio. Nonostante il rallentamento, è probabile che la contrazione delle attività continuerà nel mese di giugno data la continua riduzione della domanda di beni e servizi nella regione. Continua il forte calo delle nuove commesse, in flessione per il ventiduesimo mese consecutivo e ad un tasso invariato rispetto a quanto registrato nel mese di aprile. Nonostante i manifatturieri hanno evidenziato la contrazione dei nuovi ordini più bassa in tre mesi, nel terziario si è assistito nuovamente ad un'accelerazione del tasso di riduzione, dopo il rallentamento di aprile. Continuano le forti divergenze tra le due principali economie dell'area euro. Le attività si sono contratte per il secondo mese consecutivo in Germania, ma il calo è stato solo modesto, il che suggerisce come l'economia si sta stabilizzando nuovamente. Nel frattempo in Francia si continua a registrare un netto tasso di contrazione, invariato su quello indicato ad aprile, anche se meno intenso di quello registrato durante il primo trimestre. "Il taglio di un quarto di punto dei tassi di interesse da parte della BCE sembra non aver ispirato alcuna fiducia circa un ritorno alla crescita dell'economia" ha commentato Chris Williamson, Chief Economist presso Markit. Infatti, ha spiegato, "le aspettative circa i prossimi 12 mesi sono peggiorate ancora nel terziario, suggerendo come la ripresa resta ancora molto lontana e che i governanti hanno bisogno di ben altro per arginare la congiuntura e stimolare la crescita." L’indice DJ Eurostoxx 50 ha chiuso l’ottava in discesa dell’1,91% a 2.764,29. Per le prossime sedute va posta particolare attenzione all'area di supporto più immediata vista a 2.730,73 con target successivo stimato a 2.697,17. Resistenza a 2.819,21.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice DJ-EStoxx50
2874,13 Resistenza 2
Variazione % -1,91
2819,21 Resistenza 1
19,33 Performance da inizio anno %
2764,29 Last
Score 65
2730,73 Supporto 1
acquisto Outlook
2697,17 Supporto 2
Medium Term

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