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Mercoledì 26 Luglio 2017, ore 16.53
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Welfare aziendale? Sì grazie. Quando il benessere dei dipendenti è la vera arma in più

Aumentare e investire sul benessere dei propri dipendenti fa bene anche alle aziende. Il binomio che vuole un dipendente più "coccolato" e gratificato anche più produttivo e stimolato a fare bene da un punto di vista lavorativo, sembra funzionare sempre di più.

Non c'è niente di meglio che coccolare un dipendente? - Sotto al nome di welfare aziendale vanno tutta una serie di servizi e benefit
che il datore può erogare al lavoratore per aumentare il suo benessere sotto il profilo economico e sociale: dai trasporti, all'assistenza medica, passando per l'attualissimo tema dello smart-working, e molto altro ancora.

Un pacchetto di servizi per venire incontro alle esigenze dei lavoratori e facilitargli la vita, anche fuori dal luogo di lavoro.
In Italia cresce sempre di più la voglia di fare welfare e la consapevolezza della sua utilità. Ad oggi lo fa il 67% delle imprese italiane.
Lo rivela una ricerca commissionata da Welfare Company, "Welfare Aziendale in Italia. Edizione 2017" effettuata dal Professor Luca Pesenti dell'Università Cattolica di Milano in collaborazione con AIDP e Welfare Company.

Il 37% delle aziende ritiene che le agevolazioni fiscali previste dalle nuove normative abbiano incentivato l’attivazione di piani di welfare aziendale, ma non in modo decisivo. La maggior parte delle aziende, infatti, ha avviato piani di welfare non solo per ridurre il costo del lavoro (70,6%), ma anche per migliorare il clima aziendale (81%), attrarre talenti (62,7%) e incrementare la produttività dei dipendenti (57,1%).
In media, i benefit più diffusi sono le mense aziendali e i buoni pasto (60%), la flessibilità degli orari (46%), le polizze sanitarie (41,4%), le convenzioni per il consumo (38,2%), l’assistenza sanitaria (36,8%) e i benefit per lo studio dei figli (30%).

"Un punto critico - come sottolinea il Professor Luca Pesenti - è invece la mancata diffusione di modalità condivise e in rete di welfare tra imprese. Solo l'8% del campione ne fa già uso. Su questo ci sono da fare grandi passi in avanti, perché è una condizione forse indispensabile per permettere anche alle piccole imprese di accedere a queste esperienze".

Numeri, insomma, che fanno ben sperare con il welfare aziendale destinato a crescere ancora di più nel futuro. La ricerca mostra infatti che il 41% del campione è già al lavoro per introdurre un piano di welfare o ampliare quello esistente, mentre un ulteriore 27% ha intenzione di lavorarci. Nello specifico, il 28,2% del campione sta lavorando sui benefit materiali, il 22,7% sull’assistenza sanitaria, il 21,8% sui benefit per lo studio dei figli e il 21,4% sulla polizza sanitaria. Per il 33,6% del campione, comunque, il punto che andrebbe ancora sviluppato è quello dello smart- working.

Un dato interessante, poi, è quello che mostra come il welfare aziendale non sia più appannaggio esclusivo delle grandi aziende sopra i 250 dipendenti, ma coinvolge sempre di più la piccola e media impresa italiana. Il 78%, infatti, lo considera un’opportunità, il 15% non si esprime e solo il 7% non lo reputa utile. E’ questo il quadro che emerge dalla Ricerca Doxa – Edenred 2016 sullo stato del welfare aziendale in Italia.

Le difficoltà - Solo buone notizie? Ovviamente c'è ancora da lavorare e la strada non è tutta in discesa. Permangono, infatti, una serie di difficoltà allo sviluppo concreto dei piani di flexible benefits nelle piccole imprese. Per il 42% l’ostacolo principale risiede nella prassi consolidata da parte delle PMI di ricorrere a iniziative di welfare di natura informale piuttosto che contrattualizzata. Aspetto sottolineato soprattutto dalle aziende al di sotto dei 15 dipendenti. Il 33% ha indicato nella limitata conoscenza degli aspetti fiscali e normativi una difficoltà rilevante. Il 32% ha sottolineato come le PMI non facciano "rete" per riprodurre gli stessi vantaggi delle grandi aziende. Infine, il 19% è convinto che i vantaggi dei piani di welfare abbiano un impatto più forte nelle aziende con un numero elevato di dipendenti.
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