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Sabato 3 Dicembre 2016, ore 16.36
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Schuldensozialismus

La complicata via europea alla mutualizzazione.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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La complicata via europea alla mutualizzazione
Il 4 agosto del 1914, novantotto anni fa, la Spd votò al Reichstag, insieme a tutti gli altri partiti, a favore dei crediti di guerra che avrebbero finanziato il conflitto con la Francia e la Russia. Pochi giorni prima la direzione del partito aveva votato una mozione contro la guerra, ma la pressione di un’opinione pubblica esaltata dal nazionalismo indusse la Spd a un voltafaccia clamoroso. Nei giorni seguenti la Section Française de l’Internationale Ouvrière, da sempre contraria alla guerra, votò a sua volta a favore della guerra contro la Germania.

La sinistra della Spd reagì confusamente alla svolta militarista (Liebknecht si astenne sui crediti di guerra), ma nei mesi successivi entrò in conflitto con la maggioranza e fondò un gruppo autonomo, la Lega Spartachista. Nel 1918 la Lega assunse il nome di Kommunistische Partei Deutschlands e aderì immediatamente alla III Internazionale. Elemento centrale della sua identità era infatti l’internazionalismo, in polemica durissima con la Spd.

Nel 1946 la Kpd della Germania orientale inglobò altri partiti minori e si trasformò nella Sed, il partito che guidò la Ddr fino al 1989. Caduto il muro, quello che restava della Sed si riorganizzò nel Partito del Socialismo Democratico (Pds). Nel 2007 la Pds si fuse con due raggruppamenti dell’ovest e dette vita a Die Linke.

Il 28 giugno la Linke ha depositato presso la Corte Costituzionale un quesito sulla legittimità del Fiscal compact e dell’Esm, che lederebbero le prerogative del Bundestag. La Linke sta anche pensando a un referendum abrogativo. Il partito nato sull’internazionalismo termina il suo primo secolo di vita strizzando l’occhio al populismo nazionalista.

L’opposizione all’Esm è presente trasversalmente nello spettro politico tedesco. Ci sono i Liberi Elettori di Hans-Olaf Henkel, un fuoriuscito liberale, e c’è Thilo Sarrazin, ex Spd, il cui secondo libro (L’Europa non ha bisogno dell’euro) ha già venduto, in tre settimane, mezzo milione di copie.
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