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Domenica 4 Dicembre 2016, ore 15.19
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Il paradosso di Moore

Economie deboli, borse forti, spread sui massimi.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Economie deboli, borse forti, spread sui massimi
Piove, ma mio fratello non ci crede. Piove, ma io non ci credo. La prima frase, letta da un logico, fila via liscia, la seconda gli manda il sangue alla testa e lo fa gridare allo scandalo, cioè al paradosso epistemico. È il paradosso di Moore, il filosofo amico di Keynes che lo individuò e formulò nel 1941.

Dal vertice europeo del 28 giugno il mondo va chiaramente meglio (perché Italia e Spagna sono state salvate) e quindi compero aggressivamente le borse, ma io assolutamente non ci credo e quindi vendo Btp e Bonos ancora più di prima. Con il ricavato acquisto qualsiasi altro bond, anche ucraino e ungherese (controllate i rialzi successivi al vertice) e, già che ci sono, mando a rendimento negativo (dopo Germania, Svizzera, Danimarca, Francia e Esfs) anche il Belgio.

Questa del Belgio, per inciso, ci fa morire d’invidia. Nei primi anni Novanta aveva un debito più alto del nostro, vicino al 140 per cento, e lo guardavamo dall’alto in basso perché aveva un’economia in piena decadenza e uno stato in via di disintegrazione. Oggi sta di poco sotto il 100 e ha crescita zero (2 punti percentuali più di noi). Per tagliare il debito non ha fatto niente di geniale e niente finanza straordinaria. Non ha aumentato a dismisura le tasse e non ha fatto macelleria sociale. Ha semplicemente deciso di agganciare le spese al Pil reale (senza ridurle, quindi) e le entrate al Pil nominale. L’ha fatto con pazienza, anno dopo anno, è stata l’unica cosa (insieme alla decisione di tenersi il re) su cui sono stati d’accordo valloni, fiamminghi, tedeschi, arabi, turchi, socialisti e popolari che su tutto il resto non hanno fatto che litigare e frantumarsi in cantoni sempre più piccoli. Erano dati per quasi falliti, ma con 40 punti di debito in meno rispetto al 1993, oggi emettono a rendimento negativo.
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