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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 14.54
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La BCE compra tempo per i governi europei

La decisione della BCE non salva l'euro bensì le banche. Ora però tocca ai governi.

Vincenzo Russo
Vincenzo Russo
Ordinario di Scienza delle Finanze presso l'Università La Sapienza, Roma. Autore del blog enzorusso2020
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C'è stata il 6 settembre la riunione del Comitato direttivo della BCE e le decisioni sono state quelle che tutti si aspettavano sulla base delle anticipazioni. Il Board ha votato quasi all'unanimità. Come previsto il rappresentante della Bundesbank ha confermato la sua posizione contraria alle proposte di Draghi. Finalmente qualcosa si muove ed è condivisibile l'apprezzamento generale per le decisioni assunte. Non sono condivisibili i toni trionfalistici e le bugie che si raccontano in giro.

La BCE ha lasciato invariati i tassi di interesse di riferimento. Questa misura si giustifica per due ordini di motivi. Avvicinandosi a un tasso nominale zero, la politica monetaria cessa di avere effetti sensibili sull'economia reale. In realtà lo 0,75% è già in termini reali un tasso negativo ma abbassarlo ulteriormente aumenterebbe il rischio di innescare, prima o poi, un processo inflazionistico. Il secondo ordine di motivi è che la frammentazione e segmentazione dei sistemi bancari e finanziari europei non consente di trasmettere correttamente i segnali della politica monetaria. La BCE comincia a muoversi per contrastare le distorsioni che si manifestano nei vari mercati.

La BCE comprerà nel mercato secondario titoli a breve (sino a tre anni) a sostegno o in parallelo con quanto potrà fare il c.d. Fondo salva-Stati appena diventerà operativo. La BCE interverrà direttamente con acquisti definiti OTM, ossia, operazioni monetarie dirette nel tentativo di salvaguardare l'unitarietà (the singleness) della politica monetaria. Cosa significa ciò in un contesto di segmentazione dei sistemi bancari e finanziari dei diversi paesi membri dell'eurozona? Significa che la BCE dovrebbe modulare le sue operazioni in maniera differenziata e selettiva secondo le diverse esigenze. Sappiamo che il mercato interbancario europeo è da tempo bloccato e, quindi, l'azione della BCE sarà strettamente coordinata con quella del Fondo salva-Stati (EFSF-ESM), come detto, non ancora operativo.

Non lo è anche per la riluttanza in primo luogo spagnola e, in secondo luogo, italiana a sottoscrivere una richiesta di aiuto. Spagna e Italia temono un "commissariamento intrusivo" (parole del Presidente Monti) da parte della troika che non potrebbe non certificare il fallimento quanto meno parziale delle politiche implementate da questi due governi. Ma Draghi ha ribadito che le stesse OMT saranno sottoposte a condizionalità e, quindi, siamo punto e da capo.
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