Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Lunedì 5 Dicembre 2016, ore 01.31
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Big Ben: Money for nothing

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
Ben Bernanke La Fed volta pagina: toglie dal mercato titoli di debito e dà indietro i soldi a chi li ha investiti contando sulla restituzione dei mutui immobiliari da parte delle famiglie americane.
Questo non è modo per fare business, è solo una perdita di tempo. Sarà la Fed ad attendere e sperare che le famiglie li ripaghino; intanto l'economia deve andare avanti, con nuovi investimenti. Altro che la Bce, che continua con la liquidità messa in giro a prestito, a fronte di collaterali: con le Ltro a tre anni, la moneta all'1% che ha fruttato alle banche ricchi interessi acquistando i titoli di Stato dei Paesi periferici dell'euro, ha fatto fare carry trade. Ora ha promesso il riacquisto illimitato degli stessi titoli di Stato con l'obiettivo di abbassarne lo spread: un altro vantaggio per i bilanci delle banche che li tengono a mark to market.

A Jackson Hole nel Wyoming, 44° Stato americano e terra indiana di Sioux, Crow, Arapaho e Shoshoni, il 31 agosto scorso si è acceso il calumet della pace (), dopo quattro anni di crisi e di guerre intestine. Al tradizionale simposio della Federal Reserve Bank di Kansas City, Ben Bernanke si è deciso: non presta più denaro a tempo, ma lo vende. Entreranno definitivamente sul mercato finanziario 40 miliardi di dollari al mese, finché l'economia non si riprende. Si tolgono di mezzo definitivamente dal mercato finanziario proprio i titoli garantiti dai mutui immobiliari americani (MBS - Mortgage baked securities), la quintessenza della bolla del debito sub-prime che ha determinato la crisi. La Fed acquisterà MBS dalle due compagnie poste sotto la tutela del Tesoro statunitense a partire dall'agosto del 2008, Fannie Mae e Freddie Mac (documento , che operano nel settore dei mutui immobiliari delle famiglie americane gestendo o garantendo il 56% del mercato: 5,4 trilioni di dollari su un totale di 11,9 trilioni.

Già nella prima operazione di allentamento quantitativo, il Qe1, la Fed aveva ritirato dal mercato titoli emessi da queste due GSEs (Government Sponsored Enterprises) per 507 miliardi di dollari sui 1.250 miliardi autorizzati. Se il Qe3 dovesse durare un anno, e visto che sono destinati al riacquisto di ulteriori titoli anche i proventi per interessi dei titoli acquistati in precedenza, entrerà sul mercato liquidità per altri 500 miliardi di dollari. Le danze ricominciano.

D'altra parte, era dal settembre del 2008 che ci si stava girando intorno. Ormai erano trascorsi quattro anni esatti, inutilmente. Il Segretario al Tesoro americano dell'epoca, Paulson, un'idea chiara di come affrontare la crisi finanziaria terrificante scatenata dal fallimento della Lehman Brother's ce l'aveva: si dovevano togliere di mezzo i titoli tossici, le famose MBS che valevano meno di zero, che avevano affondato la Lehman e che stavano per mandare a picco tutto il mercato. Avevano inquinato come sottostanti un po' tutto il mercato, con i titoli salsiccia. I soldi ce li metteva il contribuente americano e l'intervento di emergenza per 700 miliardi di dollari si chiamava Tarp (Troubled Asset Relief Program): venne bocciato dalla Camera dei Rappresentanti perché l'acquisto di questi titoli immobiliari era considerato un assurdo regalo a chi aveva combinato un disastro senza precedenti, moneta in cambio di nulla.

La verità era un'altra: la crisi rappresentava un fantastico campo di battaglia su cui si sarebbero misurati i diversi gruppi finanziari. Mors tua, vita mea: dopo il fallimento della Lehman Brother's, si era aperta la lotta per il dominio. fu approvato in una versione diversa, finalizzandolo ai salvataggi: i soldi pubblici vennero spesi ugualmente prestandoli alle banche ed alle imprese in crisi, ma i titoli del mercato immobiliare che era stato drogato sono rimasti in giro, impedendo ogni vero risanamento.

Sul mercato finanziario americano, dopo quattro anni, ci si è resi conto che continuare a farsi la guerra è inutile: se l'economia va male, i rischi crescono per tutti e non ci sono settori su cui puntare, e neppure su cui speculare. La zavorra va fatta sparire e serve denaro fresco: così, la Fed si è decisa. Non è impoverendo i popoli che si potranno mai ripagare i danni provocati dall'avidità: è questa la lezione americana.
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.