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Venerdì 2 Dicembre 2016, ore 20.57
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I cauti e gli audaci

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Finora hanno guadagnato tutti, ma le cose cambieranno
I Romani mitizzavano gli eroi, ma costruirono l’impero usando molto la testa, cioè la politica, come avrebbe fatto la Gran Bretagna un millennio e mezzo più tardi. Quando la politica di Roma proseguiva sotto forma di guerra (quasi tutti gli anni) l’atteggiamento razionale e prudente veniva perfino accentuato. Nell’età repubblicana i soldati erano padri di famiglia, in età imperiale erano professionisti. Non erano teste calde e nessuno combatteva per andare in paradiso. La giornata media del soldato durante una campagna militare era per metà da marciatore conquistatore e per metà, dal pomeriggio in avanti, da carpentiere prudente. Anche se si doveva restare sul luogo solo un giorno, si costruiva ogni volta un accampamento attrezzato di tutto punto con fossati difensivi, palizzate, torri di osservazione e una perfetta logistica. In battaglia la formazione preferita della fanteria era la testuggine, che avanzava lenta e organizzata.

I Vichinghi costruirono l’egemonia in Europa con l’audacia delle loro incursioni. Le leggende dicevano che non conoscevano il concetto stesso di paura. I loro guerrieri non si risparmiavano mai. Sapevano che, una volta morti in battaglia, le valchirie li avrebbero immediatamente trasportati nel Valhalla al cospetto di Odino. In poche decine di migliaia razziarono prima e si insediarono più tardi da padroni in un’area vastissima compresa tra Terranova e la Russia, tra la Norvegia e la Sicilia.

Si possono quindi edificare imperi sia usando il fosforo, sia usando il testosterone. Con i portafogli è lo stesso, ma normalmente è a fasi alterne. Ci sono periodi in cui paga una strategia difensiva e altri in cui è bene attaccare senza fare prigionieri.

L’assoluta originalità della fase apertasi dopo la fine della Grande Recessione, da metà 2009 a oggi, è che hanno funzionato benissimo, e con risultati simili, due strategie forti di segno opposto, una basata sull’ipotesi di una depressione da anni Trenta e l’altra su quella di una brillante ripresa.
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