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Lunedì 26 Settembre 2016, ore 00.46
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M5S: Parmesan melting-pot & Sicilian frigidaire

Il Movimento 5 Stelle è ad un bivio.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Il Movimento 5 Stelle è ad un bivio: mentre a Parma può determinare un cambiamento epocale, in Sicilia rischia di consolidare i vecchi equilibri.

A Parma, il M5S è stato strumentalizzato dal centrodestra per evitare che il Comune tornasse nelle mani della sinistra. Ma, avendo avuto il mandato popolare pieno a governare, nessuno può prevedere che cosa accadrà. Potrebbe replicarsi un processo politico ed economico autorigenerante, quello che Toqueville descriveva in America: un crogiuolo in cui la voglia di fare sul piano economico si univa ad un indomabile spirito di libertà personale, determinando così una dinamica inarrestabile.

In Sicilia no, è tutto diverso. Ed anche il successo del M5S va letto con cura, perché la Sicilia non è un'isola che si lascia invadere per caso: chi vi sbarca in realtà è atteso per stabilizzare gli equilibri interni, in funzione di quelli globali. Non già della sola Italia, ma del Mediterraneo e dell'intera Europa. E' una Storia che si ripete da secoli. Per rimanere agli ultimi eventi, nel 1713 fu ceduta a Vittorio Amedeo d'Aosta, dapprima alleato della Francia e poi dell'Austria nella guerra di successione a Carlo II. D'altra parte, Filippo di Borbone, Delfino di Francia e già Re di Sicilia, non riusciva a governare: il Savoia era invece un Re semplicemente perfetto, straniero e sempre assente. Fu incoronato a Palermo in pompa magna, ma qualche giorno dopo se ne andò via, per sempre. Accadde lo stesso con gli Inglesi, sbarcati a Palermo per fermare l'avanzata napoleonica nel 1812: fu così che la Sicilia conobbe il primo parlamento italiano, si crearono legami fortissimi tra le rispettive nobiltà e tuttora duraturi tra i club, si pose fine al feudalesimo e si evitò la Restaurazione. Nel 1860, visto lo stato deplorevole delle finanze savoiarde indebitate con i grandi banchieri, fu un gioco spedire Garibaldi da Londra a Marsala, per procedere all'unificazione e soprattutto per mettere le mani sui forzieri del Banco di Napoli. Torino era troppo lontana e nessuno cooptò le dirigenze locali: fu così che la Sicilia rimase ancora autonoma. Più di recente, nel 1943, lo sbarco degli Alleati e l'armistizio di Cassibile erano stati lungamente preparati, in Sicilia e da fuori. La Guerra finì e la Sicilia si vide riconosciuto una Statuto di autonomia speciale prima ancora che venisse approvata la Costituzione della Repubblica. La Sicilia preesiste.

Le elezioni regionali siciliane, appena svoltesi, sono state accuratamente preparate: è un cambio che inverte solo la trazione maggioritaria della precedente coalizione. La lista "La rivoluzione è già iniziata", che ha messo insieme PD ed Udc, è quella che ha preso complessivamente più voti: ne fanno parte quella del "Partito democratico - Crocetta Presidente" che ha raccolto circa il 13% dei voti ottenendo 14 consiglieri, quella dell'Udc che ha preso quasi l'11% dei voti espressi ed 11 consiglieri e quella personale "Movimento politico Crocetta Presidente" con 5 consiglieri. Si arriva così a quota 30 consiglieri su un totale di 80: per avere la maggioranza ne servono ancora, almeno altri 11. Ed infatti sono 15 quelli eletti nella lista "Presidente Miccichè", in cui sono confluiti "Grande Sud - Miccichè" che ha avuto 5 eletti ed il "Partito dei Siciliani -MPA", la formazione che fa riferimento al Presidente uscente Raffaele Lombardo, che ha ottenuto 10 consiglieri eletti. Stavolta sarà Presidente della Regione il Ds Crocetta, che avrà l'appoggio esterno dei lombardiani. In precedenza era stato Presidente Lombardo, che aveva beneficiato dell'appoggio esterno dei Ds.

In questo quadro, il successo della Lista M5S in Sicilia ha funzionato come una sorta di stabilizzatore del sistema: la protesta è stata assorbita in una sorta di contenitore stagno. E' stato già annunciato, infatti, da M5S che non si faranno accordi con nessuno: un frigidaire, bello e buono.

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