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Venerdì 9 Dicembre 2016, ore 10.45
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Spending review delle rendite: energia, assicurazioni, credito...

Il vero spread da abbattere è rappresentato dalle rendite di posizione, industriali e finanziarie.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Il vero spread da abbattere è rappresentato dalle rendite di posizione, industriali e finanziarie, che riducono la competitività e la crescita. Inutile prendersela con i tassisti...

Ormai lo sanno tutti che gli operai italiani guadagnano meno dei loro colleghi francesi e tedeschi, per non parlare di quelli inglesi. Di recente, si pretendono impegni "ad occhi chiusi", giornate lavorative di 10 ore su 4 giorni, straordinari a parte: ma le fabbriche sono ferme. La produzione industriale crolla perché non c'è più domanda. Il risanamento a senso unico, quello che sistema le spese pubbliche a suon di imposte, non riesce più neppure a far salvi profitti.

Parliamo pure del famoso cuneo fiscale, di cui viene ripetutamente chiesta la riduzione: mai che si sappia se i soldi recuperati andranno in busta paga o per nuove assunzioni, saranno utilizzati per nuovi investimenti oppure incrementeranno i profitti. L'importante è chiedere, sempre, senza mai chiarire la contropartita.

Andiamo oltre. Il Pil di un Paese che non è altro che la somma dei valori aggiunti della produzione: equivale al Rnl dal punto di vista della distribuzione dei redditi, ma di questo mai si discute. Nel 2007, la quota corrisposta al lavoro dipendente in Italia è stata pari al 40,7%. In Francia del 48,9%, in Germania del 51,8%, in Gran Bretagna addirittura del 53,4%. Il resto, il complemento a 100, è rappresentato dai redditi misti, quelli d'impresa individuale, dai profitti e dalle rendite. Nella struttura dei costi aziendali, in Italia il fattore lavoro pesa poco: al confronto, come si è visto, ben 11,1 punti percentuali meno della Germania. Che vanno a profitti e rendite.

Un altro passo ancora. Se andiamo a calcolare gli altri costi della produzione e per le famiglie, vediamo che quello dell'energia elettrica in Italia è del 20-25% più alto di quello tedesco, quello dei servizi assicurativi può arrivare al doppio o al triplo nel caso della RCA in alcune province, e quello del denaro segna un differenziale che ci penalizza sempre. Questi sono i veri spread che si dovrebbero abbattere: ma sono interessi colossali. Meglio tirare i coriandoli in aria e prendersela con i… tassisti.

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