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Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 11.04
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Il sogno di Irma

Il pulsare ritmico come essenza della sostanza vivente

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Il pulsare ritmico come essenza della sostanza vivente.

In un sogno Freud incontra Irma a casa di amici. Irma ha mal di gola e Freud la porta vicino alla finestra per visitarla. La gola gli appare come un antro insolitamente alieno e inquietante. Lacan dedicherà un celebre seminario alla gola di Irma, carne primordiale che si apre e si chiude in un pulsare ritmico che è l’essenza della sostanza vivente, misteriosa e inconoscibile (nella foto L’Interpretazione dei Sogni di Freud, sesta edizione, 1921).

L’universo stesso, secondo alcuni cosmologi, dopo la fase di espansione, il Big Bang, è destinato a implodere nel Big Crunch, per poi forse tornare a esplodere di nuovo e poi a contrarsi, in un pulsare senza fine.

La cosmologia monetaria dell’euro, nei suoi primi otto anni di vita, vide il dominio incontrastato della teoria del Big Crunch. Il collasso lento ma continuo degli spread fece arrivare il debito greco a soli 4 punti base di distanza da quello tedesco. La cosmologia dell’epoca descrisse questo movimento come definitivo e irreversibile.

Definitivo non fu. Il Big Bang che ne seguì nei quattro anni successivi portò all’allargamento progressivo e sempre più rapido dello spread, che nel caso greco arrivò a sfiorare i tremila punti. Molti cosmologi di scuola anglosassone dichiararono definitivo e irreversibile questo movimento centrifugo.

Irreversibile non è stato, nemmeno questa volta. Da luglio ha preso avvio un nuovo Big Crunch. Tra i cosmologi è iniziata la gara a chi
azzarda l’obiettivo più aggressivo di riduzione dello spread. L’ottimo Erik Nielsen, che nel buio 2011 ha difeso coraggiosamente la tesi della solvibilità dell’Italia, ipotizza uno tsunami di liquidità sull’Europa e lo spread a 150 come destinazione di medio termine. Si coglie del resto nell’aria la sensazione che il processo di unificazione europeo abbia imboccato finalmente la dirittura d’arrivo e sia ormai definitivo e irreversibile.

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