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Domenica 4 Dicembre 2016, ore 15.20
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Lo schema del professor P

Il lupo diventa tecnologico, smart, iperorganizzato: ma sempre lupo rimane.

Francesco Caruso
Francesco Caruso
Master in Financial Technical Analysis, vincitore di SIAT Award 2011
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Questo post è un preciso avviso ai naviganti della rete.

All’inizio dei ruggenti anni ’80 ero un universitario che cominciava a sentire da lontano – attraverso i titoli di qualche quotidiano del pomeriggio (allora a Milano ce n’era uno, “La Notte”, che usciva in tre o quattro edizioni al giorno: e l’ultima era tutta dedicata alla borsa) o dell’unico periodico che pubblicava qualche grafico decente, con le medie - l’irresistibile attrazione dei mercati: anche se per me in quegli anni erano decisamente prevalenti altre e più ruspanti passioni.

Erano gli anni dell’inflazione, del boom (poi sboom) dell’oro, dei tassi dei BOT al 15%, dei due grandi boom di borsa '79-'81 e '83-'86. Un giorno (vivevo da solo) ricevetti una lettera, di un certo “Professor P.” (Ponzi non c’entra nulla, tralascio il nome per ovvie ragioni: ma me lo ricordo molto bene e l’iniziale è giusta), che parlava di borsa, di titoli, di grandi guadagni e diceva che la borsa sarebbe salita nel mese successivo. La borsa effettivamente salì. Un mese dopo, un’altra lettera: ancora miraggi di grandi guadagni, certezze, invettive e una previsione: la borsa sarebbe scesa. La borsa il mese dopo scese. Altra lettera, in cui il “Prof. P.” parlava di quanto avevo perso (… di quanto noi tutti avevamo perso!) a non seguire i suoi consigli dei mesi precedenti, altri consigli e una previsione, chiara, netta: la borsa sarebbe sicuramente salita il mese successivo. La borsa salì. A quel punto, per quanto orrendamente e perennemente squattrinato, ero sinceramente curioso e cominciai a studiarmi le lettere precedenti, a comperare i giornali, a seguire quotidianamente la borsa. Cose piuttosto naif, viste oggi: ma non esistevano gli smartphone (nemmeno i cellulari, per quanto a molti di voi possa sembrare incredibile), cominciavano ad apparire computer carissimi e lentissimi (Steve Jobs e Bill Gates erano laureati da poco) e internet era solo una rete di comunicazioni militare.

La quarta lettera arrivò puntuale. Era sullo stile delle altre ma aveva un tono vagamente schifato nei confronti di chi, come me (pensavo) non aveva seguito i consigli delle lettere precedenti e quindi non era già diventato enormemente ricco. Purtuttavia, “P.” era un uomo di grande e nobile cuore e anche a noi perdenti e pezzenti dava un’ultima possibilità: dovete comperare e subito, disse, perché la borsa sarebbe salita.

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