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Venerdì 30 Settembre 2016, ore 19.06
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La nave dei folli

L'Europa delle regole è senza regole.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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L'Europa delle regole è senza regole

Si parla molto di Cipro, in questo periodo, ma c’è un aspetto della questione, i russi, che è stato trascurato e che può offrire molto materiale per la riflessione. Due domande continuano a ronzare per la testa. Perché gli oligarchi russi (ma il discorso vale anche per i mafiosi) hanno tenuto in questi anni i loro conti a Cipro in euro e dollari, quando i loro rubli d’origine non hanno fatto altro che rivalutarsi anno dopo anno, offrendo per di più tassi elevati? E perché, pur avendo Cipro chiesto aiuto otto mesi fa, se ne sono restati lì con tutti i loro soldi? Dopotutto non avevano comprato acciaierie o terreni agricoli difficili da smobilizzare ed erano invece perfettamente liquidi. Perché non hanno spostato i loro conti a Dubai, dove pure sono di casa?

La prima domanda, in fondo, vale anche per i cinesi che si fanno pizzicare appena atterrati a Vancouver con le valigie piene di dollari. Perché dollari, spesso americani, e non renminbi? Perché pagare una commissione di cambio per acquistare una valuta che da vent’anni perde valore rispetto a quella del paese d’origine? Ci saranno sicuramente considerazioni di praticità e sicurezza, ma non c’è anche dell’altro?

Chi scappa da una situazione di guerra o da un paese che sta crollando non ha il lusso di scegliere, ma chi se ne va (di persona o anche solo con i soldi) da un paese in forte crescita perché lo fa?

Lo fa, quasi sempre, per due ragioni. La prima è il ricordo indelebile di qualche torto finanziario subito anche decenni prima. Può essere un’iperinflazione che ha polverizzato i risparmi, una riforma monetaria (come quella di Eltsin) che ha azzerato la ricchezza, un default bancario o una confisca subita sulla propria pelle o su quella di qualcuno che si è conosciuto. La seconda ragione è la consapevolezza che la stabilità e prosperità del presente non è un diritto acquisito, ma una temporanea concessione del potere. Un oligarca è per definizione al potere, ma avendone sostituito un altro sa bene che in qualsiasi momento potrebbe toccare a lui lasciare la scena.

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