Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Lunedì 26 Settembre 2016, ore 09.17
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Come nel 1936

La capitolazione francese allora, quella europea e giapponese oggi.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 4 »
La capitolazione francese allora, quella europea e giapponese oggi.

Dopo il caos monetario seguito alla fine della Grande Guerra, la Francia rientrò nel sistema aureo nel 1926 con un franco fortemente sottovalutato che le garantiva competitività. Esportando più di quanto importava, la Francia continuò negli anni seguenti ad accumulare riserve auree, portandole via agli altri paesi (con l’eccezione degli Stati Uniti, anch’essi particolarmente competitivi rispetto alla vecchia Europa).

Il galateo monetario, generalmente rispettato prima della guerra, prescriveva che i paesi in surplus di oro aumentassero la moneta circolante in quantità corrispondente al nuovo oro accumulato. In questo modo la loro economia, crescendo, avrebbe richiamato importazioni dal resto del mondo, ricompensandolo della stretta monetaria che si trovava a subire per effetto dell’oro defluito all’estero. Nel medio periodo, in questo modo, il sistema aveva sempre ritrovato un certo equilibrio.

Il galateo non fu rispettato dalla Francia di Poincaré e dall’America di Coolidge. Preoccupate dall’eventualità di una fiammata inflazionistica, le due amministrazioni, fortemente conservatrici, sterilizzarono il nuovo oro accumulato, rinunciando a una parte della crescita economica di cui avrebbero potuto godere. In questo modo Francia e Stati Uniti si trovarono fino al 1929 in una situazione apparentemente invidiabile (una crescita comunque buona in assenza di inflazione) ma al prezzo di una deflazione esportata verso il resto del mondo. Questa deflazione, diventata presto sistemica, non tardò a ritorcersi, a partire dal 1930, anche contro i paesi che l’avevano creata, la Francia e gli Stati Uniti.

Per allentare il cappio deflazionistico stretto intorno al collo, Gran Bretagna e Germania svalutarono rispetto all’oro già nel 1931. In questo modo attutirono, più degli altri paesi, gli effetti della Grande Depressione. Nel 1933 e 1934 fu la volta dell’America, che con Roosevelt svalutò aggressivamente il dollaro e lanciò, con il New Deal, un programma di spesa pubblica (non enorme, visto oggi).

(Nella foto: Parigi nel 1936, l’anno del Fronte Popolare.)
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.