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Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 10.55
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I prossimi cinque anni

Settembre 2018, decennale di Lehman.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Settembre 2018, decennale di Lehman.

Il quinto anniversario della caduta di Lehman è in queste settimane l’occasione per riflessioni sulla Grande Recessione, sulle sue cause e sullo stato attuale del mondo. In realtà, la storiografia della crisi è solo al suo inizio e nemmeno fra cento anni ci sarà accordo tra gli studiosi. La produzione di libri e studi sulla Grande Depressione degli anni Trenta, del resto, è più vivace che mai e molti dei punti fermi che si pensava di avere raggiunto (una sorta di compromesso storiografico tra lettura keynesiana e friedmaniana) sono di nuovo in discussione, con un’attenzione particolare agli anni Venti.

Il paradosso di questo settembre 2013 è nel fatto che nella psicologia collettiva la ripresa, quella vera, sta cominciando adesso, mentre nelle valutazioni di borsa l’uscita dalla crisi è iniziata quattro anni e mezzo fa.

Nelle crisi normali, il grande pubblico e i mercati si accorgono insieme della fine del temporale e del sereno che ritorna. Il pubblico riprende subito a spendere e compra in particolare case e automobili, mentre le imprese riprendono a investire. Pubblico e imprese, a loro volta, sono aiutati dalle banche, che riprendono subito a fare il loro mestiere, che è quello di concedere mutui e finanziamenti. I mercati, dal canto loro, festeggiano la ripresa comprando borsa e vendendo bond.

Nella Grande Recessione non è stato così per molti motivi. Le imprese, soprattutto in America, sono state velocissime nel licenziare e molto lente nel riassumere. In questo modo si sono salvate e hanno anzi fatto salire i loro margini di profitto. La crescita degli utili è stata notata subito dalle borse, che salgono infatti dal marzo 2009.

(Nell'immagine: Albert Anker. L’indovina. 1880.)
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