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Venerdì 2 Dicembre 2016, ore 20.56
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Le prospettive della lotta all’evasione fiscale

L'evasione fiscale si mantiene stabile. Come contrastare questo problema che provoca tanta ingiustizia tributaria e sociale?

Vincenzo Russo
Vincenzo Russo
Ordinario di Scienza delle Finanze presso l'Università La Sapienza, Roma. Autore del blog enzorusso2020
Sono oltre 40 anni che il Ministero delle Finanze mette a punto i criteri selettivi per scegliere i contribuenti da sottoporre a controllo fiscale, ma l'evasione continua a mantenersi stabile (7-8 punti di PIL).

Ora l'Agenzia delle entrate ci ricorda che entro venerdì 31 gennaio la Super Anagrafe tributaria riceverà i dati 2011 dei conti correnti bancari e dei rapporti con altri intermediari finanziari per capire meglio i movimenti finanziari e le variazioni patrimoniali dei contribuenti. In questo modo, il sistema informativo si arricchirà dei dati bancari e finanziari relativi a circa 35 milioni di soggetti tra lavoratori dipendenti e pensionati come se l'evasione fiscale si annidasse principalmente tra di essi.

È il frutto di una previsione sbagliata e, secondo me, inutile della legge n. 214/2011 c.d. Salva-Italia del governo tecnico di Mario Monti che ancora attende attuazione.

Come se, per scovare l'evasione fiscale non fosse sufficiente controllare bene la contabilità delle imprese e dei lavoratori autonomi. Come se già dal 2005 non fosse stato dato all'Agenzia delle entrate il potere di accedere all'Anagrafe dei conti correnti della Banca d'Italia e così rendere più facili i controlli per eccezione dei rapporti con le banche e intermediari finanziari dei soggetti sospettati di evadere il Fisco. Come se gli studi di settore introdotti da una legge del 1993 – e da allora presentati come uno strumento risolutivo addirittura per fare anche la politica industriale – non fossero serviti a niente. Come se i controlli sul rilascio delle fatture, delle ricevute e degli scontrini fiscali non servissero a nulla.

Ma torniamo alla Super Anagrafe per citare Giovanni Parente e Benedetto Santacroce sul Sole 24 Ore di ieri. Ci dicono che "difficilmente qualsiasi altra amministrazione finanziaria dispone di un simile arsenale", ossia, di una banca dati così ricca ma sollevano dubbi, da un lato, sulla utilizzabilità pratica di tali dati e, dall'altro, sulla capacità dell'Agenzia delle Entrate di valorizzare una simile mole di informazioni.

Scrivono chiaramente - ed io concordo - che "l'abbondanza delle informazioni non è di per sé un elemento idoneo a realizzare un efficace contrasto all'evasione fiscale, in quanto, per ottenere risultati bisogna garantire una piena affidabilità e coerenza delle informazioni acquisite ed una capacità piena di incrocio ed analisi di tutte le informazioni a disposizione". In altre parole, non basta constatare che 10 mila euro sono entrati ed usciti dal mio conto corrente. Bisogna appurare se sotto quel movimento c'era un'operazione con un preciso contenuto economico incrementativo della mia capacità contributiva oppure, ad esempio, una donazione, un prestito, ecc.

Al riguardo i due validi giornalisti ci ricordano gli avvertimenti della Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria e del Garante della privacy che, in fatto, hanno ritardato l'utilizzazione del redditometro 2.0 e probabilmente rallenteranno anche l'attuazione del c.d. spesometro.

Dopo lo scandalo suscitato dalla signora Armellini che è riuscita a nascondere al fisco per decenni ben 1.243 immobili pure sottoposti ad un rigoroso regime di registrazione e trasparenza, viene da pensare che se continuiamo a costruire banche dati sempre più grandi, a inventare nuovi algoritmi per analizzare i dati e costruire programmi informatici per verificare la congruità e la coerenza delle dichiarazioni, se preliminarmente non guardiamo all'efficienza delle strutture preposte alla effettuazione dei controlli, alla loro capacità operativa più o meno adeguata ad affrontare il compito, non è affatto assicurato il successo dell'operazione.

Siamo sicuri che con la nuova Super Anagrafe, l'amministrazione finanziaria sarà in grado di espletare molti più controlli finanziari degli attuali 12-13 mila? In sintesi, in un paese dove l'evasione fiscale è massicciamente praticata da quanti hanno la possibilità di farlo perché i controlli sono inefficienti ed i governi – anche quello in carica - continuano ad adottare provvedimenti di condono, non verremo mai a capo del problema che provoca tanta ingiustizia tributaria e sociale.

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