Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Sabato 1 Ottobre 2016, ore 15.58
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Del vizio e della virtù

Dollaro ed euro, cicale intelligenti e formiche così così

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 4 »
Dollaro ed euro, cicale intelligenti e formiche così così

Dissertazione per un esame di filosofia morale. È da considerare più virtuoso il vicino di pianerottolo, un bancario che vive al di sopra del suo stipendio e non si nega nulla (ma fa tornare i conti investendo in azioni solide che danno ottimi dividendi e capital gain) o l'artigiano del piano terreno, tutto casa e officina, uno che lavora con scrupolo e impegno e che produce oggetti ammirati da tutti, un tipo sobrio e serio che però ha la mania di lasciarsi convincere a investire in obbligazioni ad alto rischio nei momenti più sbagliati, perdendo regolarmente un sacco di soldi?

Se lo chiedete a loro, sia il bancario (gli Stati Uniti) sia l'artigiano (la Germania) si considerano moralmente superiori. Il bancario è infatti un consequenzialista, uno cioè che misura il valore delle cose che fa dai risultati concreti che produce. Il secondo è un kantiano, uno che mai, in nessuna circostanza, cascasse il mondo, farebbe una cosa sbagliata, come ad esempio vivere al di sopra dei propri mezzi.

Ci racconta del resto Geithner, nel suo libro appena uscito (Stress Test) di cui molto si parla, che al famigerato e drammatico G-8 di Cannes del novembre 2011 Stati Uniti e Germania litigarono furiosamente, accusandosi reciprocamente di tenere un comportamento irresponsabile e riprovevole nei confronti della crisi globale. Schaeuble e la Merkel salirono in cattedra puntando con veemenza il dito contro il disavanzo pubblico americano (allora vicino al 10 per cento del Pil) e il Qe selvaggio che indeboliva il dollaro. Obama e Geithner, esterrefatti, risposero accusando la Germania, con la sua ossessione per i bilanci in ordine, di fare sprofondare l'Europa e il mondo in una riedizione degli anni Trenta e in una deflazione globale. Finì con la Merkel in lacrime.

(Nella foto: Barnett Newman. The Stations of the Cross. 14 pannelli. 1956)
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.