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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 14.50
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E' vero cambiamento?

Il Paese ha bisogno di una svolta seria ed urgente nella politica economica e finanziaria dell'Italia, e a monte dell'Europa, se vuole uscire da una delle due crisi più gravi di questa Repubblica.

Vincenzo Russo
Vincenzo Russo
Ordinario di Scienza delle Finanze presso l'Università La Sapienza, Roma. Autore del blog enzorusso2020
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Per un paio di decenni, il partito dei sindaci irresponsabili (PSI), con le dovute eccezioni, ha chiesto il federalismo municipalista che non c'è in nessuna democrazia avanzata del mondo. Da tre anni, dopo gli scandali occorsi in alcune regioni, non si parla più di federalismo anzi si sono rafforzate vieppiù le spinte centralizzatrici. Per decenni il PSI ha temuto un presunto neo-centralismo regionale imponendo un sistema c.d. a tre punte per cui i Comuni ricevono trasferimenti sia dalle Regioni sia dal governo centrale. Ora eminenti rappresentanti del PSI si sono impadroniti del potere centrale.

La vittoria alle elezioni europee del Partito Democratico mentre è benvenuta nei limiti in cui ha posto un argine alle forze antieuropee preoccupa nei limiti in cui consolida il potere centrale degli ex-sindaci, aprendo incerte prospettive per le riforme costituzionali a cui essi assegnano una forte priorità. Il rischio è alto che si vada avanti con la demolizione dello Stato regionale, previsto dalla Costituzione del 1948, a cui alcuni volevano dare un'impronta più schiettamente federalista in armonia con il nascente Stato federale a livello europeo. Preoccupa perché il Paese non può stare in transizione permanente. Per 25 anni verso il federalismo, ora si inverte la marcia e si torna verso lo Stato centralizzato.

So che il mio discorso è impopolare ma devo dire quello che penso. Dopo la vittoria alle europee, temo che il PD di Renzi andrà più decisamente avanti con la revisione del Titolo V della Costituzione (riformato nel 2001), additato da molti come la causa principale del malfunzionamento della macchina della pubblica amministrazione. La verità è che questa non funzionava bene neanche prima della riforma del 2001 e che la legge delega n. 42 del 2009 di attuazione del federalismo, a sua volta, attende ancora di essere attuata. Ma questo non viene spiegato alla gente e dopo aver "riformato" le Province a furore di popolo (o meglio di alcuni opinionisti dei grandi giornali), ora tocca alle Regioni ordinarie e/o speciali che siano. Non a caso, non si parla più di Senato federale ma di Senato delle autonomie.
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